Gardena azzurra, Schieder sul podio: "Questa è casa mia"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La discesa della Val Gardena, storicamente teatro di imprese memorabili, ha consegnato alla Svizzera una doppietta di prestigio ma ha anche confermato il momento di grazia della squadra italiana di velocità. Sulla pista della Saslong, battuta dal sole e resa veloce da una preparazione impeccabile, a trionfare è stato il giovane Franjo Von Allmen, il quale ha preceduto il più esperto e favorito compagno di nazionale Marco Odermatt, attuale dominatore del circuito, che ha mostrato visibilmente il suo disappunto per la sconfitta subita proprio da un elemento interno al suo stesso gruppo. In questo duello esclusivamente rossocrociato, capace di prefigurare dinamiche olimpiche, si è inserito con decisione l'italiano Florian Schieder, capace di conquistare il gradino più basso del podio staccato di soli 98 centesimi dal vincitore.

Il terzo podio consecutivo gardenese

Quello di Schieder, nativo di Castelrotto e quindi atleta di casa in questa porzione delle Dolomiti, non rappresenta un exploit isolato bensì il terzo podio consecutivo per la nazionale italiana nella tappa della Val Gardena, un dato che sottolinea la crescente competitività del gruppo guidato dagli allenatori. La gara, che ha premiato chi è riuscito a mantenere una traiettoria impeccabile e a conservare la massima velocità nei tratti tecnici più impegnativi, ha visto infatti altri tre azzurri concludere nella parte alta della classifica: Dominik Paris, quinto a 1"01, Mattia Casse, ottavo a 1"20, e Giovanni Franzoni, dodicesimo a 1"72. Una prova di squadra, la loro, che va oltre il singolo risultato e che dimostra una profondità di valori e un clima di lavoro fruttuoso.

La corsa e gli inserimenti a sorpresa

La discesa, come spesso accade in questo tracciato, ha regalato anche alcune sorprese derivanti dagli atleti partiti con pettorali alti, i quali hanno saputo approfittare delle condizioni della pista e dell'assenza di pressione per inserirsi tra i migliori. È il caso dello svizzero Alessio Miggiano, giunto quinto nonostante il pettorale numero 42, e dell'austriaco Andrea Ploier, undicesimo con il numero 50. Queste performance, seppur non comuni, fanno parte della natura imprevedibile della specialità, dove la combinazione tra coraggio, tecnica e condizioni al contorno può ribaltare i pronostici basati sulle griglie di partenza.

La soddisfazione di un atleta di casa

A margine della competizione, la soddisfazione più autentica è stata espressa proprio da Florian Schieder, per il quale questo rappresenta il terzo podio in carriera dopo i due secondi posti ottenuti sulla celebre Streif di Kitzbühel. "Per me è davvero la gara di casa", ha dichiarato lo sciatore, "abito a un quarto d'ora da qui e sono davvero felice di essere sul podio. A maggior ragione con un amico al fianco come Franjo Von Allmen". Le sue parole, oltre a celebrare il risultato personale, hanno voluto sottolineare il merito collettivo di una squadra che, in questa prima parte di stagione, ha già portato quattro atleti differenti a salire su un podio di Coppa del Mondo.

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