Marcello Fois vince il Campiello e dedica il premio a Michela Murgia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Marcello Fois ha vinto la 64esima edizione del Premio Campiello con il romanzo “L’immensa distrazione”, edito da Einaudi. Lo scrittore nuorese, classe 1960, ha ottenuto 83 voti dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, superando di appena tre preferenze Alcide Pierantozzi, secondo con “Lo sbilico”. La proclamazione si è svolta per la prima volta nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, che ha sostituito il Teatro La Fenice, chiuso per lavori di rinnovamento tecnologico del palcoscenico.

Il romanzo della maturità e la dedica a Michela Murgia

“L’immensa distrazione” racconta la saga della famiglia Manfredini, una dinastia emiliana che da un modesto mattatoio costruisce nel corso del Novecento un impero industriale. Al centro c’è Ettore Manfredini che, la mattina del 21 febbraio 2017, appena morto, ripercorre la propria esistenza e quella dei suoi familiari: dalla miseria dell’infanzia all’ascesa economica, dalle conseguenze delle leggi razziali alle ferite della guerra e dell’Olocausto, fino ai conflitti e ai segreti che attraversano le generazioni.

Nel momento della proclamazione, Fois ha voluto dedicare il riconoscimento a Michela Murgia, scomparsa nell’agosto 2023. «Voglio ringraziare una persona che non c’è, ma per me c’è, che era una donna bellissima, tutt’altro che livorosa, molto resiliente: si chiama Michela Murgia», ha dichiarato dal palco. Lo scrittore ha spiegato che il libro è dedicato in prima pagina anche a Daniela Zedda, fotografa scomparsa a maggio 2023, e che le sue parole erano «molto più semplici e meno polemiche di quel che sono sembrate».

L’abito di Marras e il legame con la Sardegna

Alla cerimonia Fois si è presentato con un abito firmato Antonio Marras e un grande fiore sul petto. Lo stilista, come raccontato dallo scrittore, gli aveva telefonato dicendogli: «Avevo fatto quello di Michela, che ha vinto il Campiello, devo fare anche il tuo». La scelta è avvenuta a Milano insieme a Bianca Pitzorno, durante l’ultima sfilata di Marras. «L’ho provato ed era perfetto. Non avrei mai potuto indossare qualcosa del genere, invece lui ci ha pensato», ha aggiunto Fois.

Nel discorso di ringraziamento, lo scrittore ha ricordato anche Grazia Deledda, unica donna italiana insignita del Premio Nobel per la letteratura nel 1926, sottolineando di essere nato «a duecento metri dalla sua casa» a Nuoro. Fois ha ricordato che Deledda fu la prima donna ad accettare di candidarsi alle elezioni nel 1919, quando alle donne era impedito non tanto candidarsi quanto votare, e ha lamentato che il centenario non sia stato adeguatamente ricordato nelle tracce dell’esame di maturità.

Il quadro dei finalisti e il peso del riconoscimento

Alle spalle di Fois, la classifica ha visto Elena Varvello con “La vita sempre” al terzo posto con 54 voti, seguita da Valeria Parrella con “La ragazzina” a quota 33 e da Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” con 32 preferenze. Il divario esiguo tra il primo e il secondo classificato ha caratterizzato una competizione decisa sul filo dei voti.

Per Fois si tratta del primo Campiello, dopo essere stato finalista nel 2012 con “Nel tempo di mezzo”. Nel corso della sua carriera ha ricevuto i premi Calvino e Dessì, ma il riconoscimento veneziano rappresenta, come da lui stesso definito, una delle «due grandi sorelle» insieme allo Strega. Intervistato il giorno dopo la cerimonia, ha commentato con franchezza: «Ho vinto e ho meritato di vincere», rivendicando il desiderio di quel momento senza falsa modestia.

Lo scrittore ha raccontato anche la reazione fisica immediata alla proclamazione: «Ho avuto una reazione biochimica e mi sono sentito completamente strizzato nei miei vestiti. La camicia è diventata zuppa in un attimo, il mio corpo ha espulso due litri e mezzo di acqua da tutti i pori». Quanto al futuro immediato, ha citato Palazzeschi: «E lasciatemi divertire!».

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