Marcello Fois vince il Campiello con L’immensa distrazione e lo dedica a Michela Murgia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Marcello Fois ha vinto il Campiello con il romanzo “L’immensa distrazione”, aggiudicandosi la 64esima edizione del premio letterario promosso dalla Fondazione Il Campiello e Confindustria Veneto. Lo scrittore sardo ha conquistato il riconoscimento con una storia esistenziale e familiare pubblicata da Giulio Einaudi Editore, al termine della finale ospitata per la prima volta al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia.
Il verdetto della giuria e la sfida con gli altri finalisti
La vittoria di Fois è arrivata al termine del voto della giuria popolare composta da lettori anonimi, che ha assegnato il premio a “L’immensa distrazione” con 83 preferenze. Il risultato è stato molto combattuto: al secondo posto si è classificato Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico”, anch’esso pubblicato da Einaudi, fermatosi a 80 voti. La graduatoria finale ha visto poi Elena Varvello con “La vita sempre” al terzo posto con 54 voti, Valeria Parrella con “La ragazzina” quarta con 33 preferenze ed Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” quinto con 32 voti.
Il romanzo vincitore era già entrato nella cinquina finalista dopo la selezione della giuria dei letterati, che lo aveva indicato come primo libro tra quelli arrivati alla fase conclusiva. La proclamazione ha confermato quindi il giudizio iniziale degli esperti anche dopo il passaggio decisivo affidato ai lettori. La cerimonia al Lido di Venezia ha segnato una novità nella storia del premio, con la finale organizzata per la prima volta nella sede del Palazzo del Cinema.
La storia di “L’immensa distrazione” e il legame con la memoria
Al centro del romanzo di Fois c’è una vicenda costruita attorno alla vita di Ettore Manfredini e alla storia della sua famiglia, con un intreccio tra memoria individuale e grandi trasformazioni del Novecento. La narrazione attraversa il rapporto tra esperienze personali, eredità familiari e passaggi storici, seguendo il percorso di un uomo che affronta il tema della propria esistenza e della continuità della vita oltre le fratture del tempo.
Fois, nato a Nuoro e residente a Bologna, ha costruito una lunga carriera letteraria caratterizzata dal rapporto con la storia, la memoria e le identità personali. L’autore ha raccontato anche il suo legame con Grazia Deledda, ricordando di essere nato a duecento metri dalla casa in cui visse e scrisse la scrittrice sarda, unica italiana ad aver ricevuto il Nobel per la Letteratura nel 1926.
La dedica a Michela Murgia e il ricordo di Grazia Deledda
Dopo la proclamazione, Fois ha dedicato il riconoscimento a Michela Murgia, scrittrice sarda scomparsa nel 2023, definendola una persona “bellissima”, resiliente e capace di lasciare un segno profondo. Nel suo intervento ha sottolineato la difficoltà del mestiere dello scrittore e la differenza tra chi scrive e chi semplicemente pubblica, esprimendo gratitudine verso il mondo della letteratura.
Nel corso delle sue parole dopo il premio, l’autore ha richiamato anche la figura di Grazia Deledda, ponendo l’attenzione sul valore della sua eredità culturale. Fois ha ricordato il centenario del Nobel assegnato alla scrittrice nuorese.
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