Premio Campiello 2026 a Marcello Fois, la dedica a Michela Murgia e il richiamo a Grazia Deledda
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Marcello Fois ha vinto la 64ª edizione del Premio Campiello con il romanzo «L'immensa distrazione», pubblicato da Einaudi. La proclamazione si è svolta per la prima volta nella Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, dove lo scrittore ha ricevuto la vera da pozzo, simbolo del riconoscimento promosso dalla Fondazione Il Campiello e da Confindustria Veneto.
Il verdetto della giuria popolare
A decretare il vincitore è stata la Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, i cui nomi restano segreti a tutela dell'indipendenza di giudizio. Su 282 votanti effettivi, Fois ha ottenuto 83 preferenze, superando per soli tre voti Alcide Pierantozzi, secondo con «Lo sbilico» e 80 voti. Alle loro spalle si sono classificati Elena Varvello con «La vita sempre», Valeria Parrella con «La ragazzina» ed Ermanno Cavazzoni con «Storia di un'amicizia».
La dedica a Michela Murgia
Nel momento della vittoria, Fois ha voluto ricordare l'amica scrittrice Michela Murgia, scomparsa nel 2023, definendola «una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente». Il giorno successivo, tornando sulla dedica, ha affermato che Murgia ha riempito «il vuoto lasciato da Pier Paolo Pasolini» in questa nazione, aggiungendo di sperare che qualcuno raccolga quella eredità.
Sulla polemica che aveva coinvolto Michele Mari, vincitore del Premio Strega 2026, per alcune offese rivolte alla scrittrice sarda, Fois ha tagliato corto: «I morti lasciamoli in pace».
Il richiamo a Grazia Deledda e l'identità sarda
Nato a Nuoro il 20 gennaio 1960, Fois ha citato con orgoglio la concittadina Grazia Deledda, unica donna italiana insignita del Premio Nobel per la letteratura, cento anni fa nel 1926. Ha ricordato che Deledda fu la prima donna a candidarsi alle elezioni nel 1919, quando alle italiane era impedito non tanto di candidarsi quanto di votare, e ha osservato che nel centenario della nascita dell scrittrice, a scuola, il suo nome non è comparso tra le tracce dell'esame di maturità.
Il romanzo vincitore
«L'immensa distrazione» racconta la saga della famiglia Manfredini, dinastia emiliana che da un modesto mattatoio costruisce nel corso del Novecento un impero industriale. Al centro della narrazione c'è Ettore Manfredini che, la mattina del 21 febbraio 2017, appena morto, ripercorre in un lungo viaggio nella memoria la propria vita e quella dei suoi familiari, dalla miseria dell'infanzia all'ascesa economica, attraverso le leggi razziali, la guerra e l'Olocausto, fino ai conflitti e ai segreti delle generazioni successive.
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