La polizia di Foggia mette la mordacchia a e-bike e monopattini: 12 sequestri e 38mila euro di multe, mentre un ventenne pirata investe l’assessore regionale Piemontese
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Redazione Interno
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L’onda lunga dell’indisciplina legata alla micro-mobilità elettrica, che ormai da tempo rappresenta un grattacapo non indifferente per la viabilità urbana e la sicurezza dei pedoni, è approdata drammaticamente sulle pagine di cronaca di Foggia con una doppia, per certi versi paradossale, valenza. Da un lato, gli apparati repressivi dello Stato mettono in campo un dispositivo imponente; dall’altro, quasi in contemporanea, chi quelle regole dovrebbe promuoverle ne diventa la vittima. La Questura di Foggia, in particolare, ha coordinato un servizio interforze tanto articolato quanto necessario, passando al setaccio diverse aree cittadine per arginare un fenomeno che, stando ai numeri, rischia di sfuggire di mano. Decine di mezzi e altrettante persone sono finite sotto la lente degli agenti, un’operazione che ha portato a un risultato piuttosto eclatante: dodici biciclette a pedalata assistita sono state sottratte alla circolazione tramite sequestro cautelativo, mentre il contatore delle sanzioni amministrative ha toccato quota 38.404 euro. Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma, per cercare di restituire un po’ di ordine a strade dove l’uso sconsiderato di questi mezzi – spesso utilizzati, come evidenziato dagli investigatori, anche per agevolare la fuga dopo reati predatori – continua a creare un allarme sociale sempre più palpabile.
Ma se i numeri della stretta raccontano di un’azione preventiva, l’episodio che ha visto protagonista l’assessore regionale ai Trasporti della Puglia, Raffaele Piemontese, ne descrive invece le conseguenze dirette. Accade durante le celebrazioni del 25 aprile, momento solenne di memoria collettiva che nulla aveva a che fare con la bolgia quotidiana del traffico; eppure è proprio in piazza Italia, cuore pulsante della cerimonia, che la mobilità sostenibile si trasforma in un boomerang. Piemontese, che era lì per partecipare agli eventi istituzionali e che camminava forse a braccetto con la figlia, è stato improvvisamente urtato da un giovane alla guida di un monopattino elettrico. La dinamica, ricostruita solo in parte dagli agenti presenti, lascia trasparire una violenza inaspettata per un mezzo che si vorrebbe “leggero”: l’impatto ha provocato una ferita alla caviglia del politico, subito medicata, ma la scossa morale è stata probabilmente più dolorosa del taglio fisico.
La fuga e l’identificazione del pirata della domenica
La dinamica dell’incidente, di per sé già spiacevole, precipita ulteriormente nella riprovevole omertà della strada. Il conducente del monopattino, lungi dal fermarsi a prestare soccorso o a verificare le condizioni dell’uomo che aveva appena travolto, ha guadagnato l’asfalto con un’accelerazione fulminea, dileguandosi tra la folla accorsa o forse tra le viuzze limitrofe. Non è servito a molto il breve inseguimento messo in atto dagli agenti della polizia locale, presenti in forze per la ricorrenza; il ragazzo, che si muoveva con una dimestichezza degna di un centauro, è riuscito inizialmente a far perdere le proprie tracce. Un classico caso di pirata della strada in miniatura, insomma, dove il mezzo leggero diventa complice dell’impunità. Tuttavia, quella che sembrava una beffa destinata a restare impunita si è invece risolta in tempi da record grazie alla tecnologia. Sfruttando il fitto reticolato della videosorveglianza cittadina, gli investigatori hanno scandagliato le immagini delle telecamere piazzate lungo la via di fuga, riuscendo a inchiodare il responsabile. Si tratta, nello specifico, di un ventenne originario del posto, una volta identificato, è stato subito sottoposto a denuncia formale per omissione di soccorso. Un’accusa pesante, quella che gli è piovuta addosso, che dimostra come per la legge, anche su due ruote, abbandonare una persona ferita non sia mai una scelta senza conseguenze.
La reazione dell’assessore e il cortocircuito della mobilità
Toccante e allo stesso tempo amara la reazione di Raffaele Piemontese, che nonostante il forte spavento (e quel taglio alla caviglia che gli ha fatto ricordare la fragilità del umano) ha voluto proseguire le celebrazioni in piedi, dando prova di una resilienza quasi ostinata. «Ho denunciato il ragazzo – ha dichiarato ai cronisti che lo hanno avvicinato – e spero venga identificato al più presto, anche se devo dire che la sua velocità era semplicemente intollerabile». Una sottolineatura, quest’ultima, che non è affatto retorica se si pensa che Piemontese non è solo un cittadino qualunque, ma l’assessore regionale alla Mobilità. Un cortocircuito istituzionale, il suo, che lo ha portato a guardare con occhi diversi al fenomeno che ogni giorno, dalla sua poltrona, cerca di regolamentare. «Se al posto mio ci fosse stata una persona anziana o se avessi tenuto mia figlia per mano – ha aggiunto con la voce ancora un po’ tesa – le conseguenze sarebbero potute essere tragiche». Il politico ha poi colto la palla al balzo per lanciare, seppur senza enfasi, un monito chiaro: la mobilità sostenibile non può tradursi in anarchia. Non si tratta, ha precisato, di demonizzare uno strumento utile per la decongestione del traffico, ma di esigere il rispetto delle regole, potenziando controlli ed educazione stradale, affinché un’opportunità non si trasformi in un pericolo costante per i più fragili.
Un venerdì di fuoco tra controlli e coincidenze
Non sfugge poi, anzi appare quasi come una beffarda beffa del destino, la coincidenza temporale tra la stretta della polizia e l’incidente occorso al primo responsabile dei trasporti pugliesi. Mentre gli agenti sequestravano le e-bike e stilavano verbali per decine di migliaia di euro – un’azione che testimonia l’allarme crescente delle forze dell’ordine per l’uso selvaggio di questi dispositivi – un giovane su un monopattino dimostrava plasticamente il perché di quei controlli. Una dissonanza che risuona forte nella città di Foggia, soprattutto alla luce di un appuntamento già in agenda per i prossimi giorni. Lo stesso Piemontese ha ricordato che lunedì prossimo, proprio all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato della città dauno, è prevista la consegna simbolica della prima targa per monopattini, una cerimonia che vedrà la partecipazione del ministro dei Trasporti. Un evento, questo, che assume ora i contorni di una scadenza quasi obbligata per discutere seriamente di tracciabilità, di obbligo assicurativo e di quella condotta che, troppo spesso, trasforma un parco giochi tecnologico in un’arma impropria. Le forze dell’ordine, dal canto loro, hanno fatto sapere che i servizi di prevenzione continueranno senza sosta: perché, numeri alla mano, l’allarme sociale legato alle due ruote a batteria è ormai troppo alto per essere ignorato.




