Monopattini, multe da domani per chi non ha la targa: la corsa last minute al “targhino” costa fino a 80 euro
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Redazione Interno
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Scatta ufficialmente il conto alla rovescia per i proprietari di monopattini elettrici, con migliaia di italiani che in queste ore – complice l’effetto delle scadenze imminenti – stanno letteralmente prendendo d’assalto gli sportelli digitali della Motorizzazione per evitare la prima ondata di sanzioni. Da domani, domenica 17 maggio, chi circolerà senza il prescritto contrassegno identificativo rischierà infatti una multa che può arrivare fino a 400 euro. Un’eventualità, quest’ultima, che rischia di diventare realtà per molti di coloro che si stanno attivando proprio in extremis, visto che il rilascio materiale del cosiddetto “targhino” (un adesivo prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato) non è per nulla immediato. La procedura, regolamentata dal decreto del ministero delle Infrastrutture pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso marzo, prevede che la richiesta venga inoltrata esclusivamente attraverso il Portale dell’automobilista (accedendo con Spid di secondo livello o Cie) oppure rivolgendosi a una delle tante agenzie specializzate in pratiche auto.
Tra burocrazia e costi, quanto costa davvero mettersi in regola
La burocrazia, si sa, ha sempre un prezzo, e in questo caso specifico la forbice tra il “fai da te” digitale e l’assistenza completa è piuttosto ampia. Se si sceglie di gestire l’iter in autonomia, il costo finale dell’operazione si aggira intorno ai 35 euro: una cifra che include i diritti di motorizzazione, l’imposta di bollo e le spese di produzione del contrassegno. Chi invece, magari per mancanza di tempo o per timore di sbagliare la procedura online, decide di affidarsi a un’agenzia di pratiche auto, dovrà mettere in conto una spesa decisamente più sostanziosa, che può arrivare fino a 80 euro. A prescindere dalla scelta del canale, una volta ottenuta la conferma dell’avvenuta richiesta – e solo a quel punto – il proprietario deve recarsi fisicamente negli uffici della Motorizzazione civile per il ritiro del “targhino”; questo, va ricordato, deve poi essere applicato rigorosamente sul parafango posteriore del mezzo o, in mancanza di questo, sul piantone dello sterzo, rispettando criteri precisi di orientamento, verticalità e leggibilità.
Il rebus delle tempistiche e il caos appuntamenti
Il vero nodo della questione, e cioè la ragione per cui migliaia di utenti rischiano concretamente la sanzione pur avendo fatto domanda in tempo utile, risiede nella cronica congestione degli uffici preposti al rilascio. Presentare l’istanza online è un atto veloce, ma ottenere un appuntamento per ritirare fisicamente l’adesivo si sta rivelando un’impresa quasi titanica in molte province italiane; gli slot disponibili, stando a quanto riportano le prime rilevazioni della stampa locale, risultano spesso saturi per settimane, con liste d’attesa che slittano inevitabilmente oltre la fatidica data del 17 maggio. Alcune associazioni di consumatori hanno già sollevato il problema, chiedendo a gran voce un chiarimento ufficiale da parte del ministero: sarà considerato “in regola” chi ha già avviato la pratica ma non ha ancora materialmente il contrassegno da esporre? Una domanda, quest’ultima, che al momento resta senza una risposta definitiva, mentre da più parti si segnala il crollo del mercato dei noleggi – stimato da alcuni operatori del settore tra il 30% e il 50% – a testimonianza dell’effetto deterrente della nuova normativa.
Identificazione anti-furto e la proroga sull’assicurazione
Non si tratta solo di una questione sanzionatoria, perché la misura – nata ufficialmente per contrastare i furti, gli utilizzi impropri e l’anonimato dei mezzi in caso di incidenti – introduce un sistema di identificazione univoca piuttosto rigido. Il contrassegno, infatti, non è legato al veicolo in sé come una classica targa automobilistica, bensì al codice fiscale del proprietario; un accorgimento, questo, studiato per responsabilizzare l’utente finale anche in caso di vendita o smarrimento del mezzo. Per quanto riguarda l’altro grande pilastro della riforma – l’obbligo di assicurazione Rc – le cronache degli ultimi giorni registrano una boccata d’ossigeno per i possessori di monopattini: il governo, recependo le richieste di Ania e delle compagnie di assicurazione (le quali avevano segnalato criticità tecniche nell’integrazione delle banche dati), ha infatti concesso una proroga di due mesi. Il “targhino”, dunque, diventa obbligatorio subito, ma per stipulare la polizza c’è tempo fino al prossimo 16 luglio.




