La riapertura dell'ambasciata turca a Damasco
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Redazione Esteri
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Il regime siriano di Bashar al-Assad è crollato, e in soli dieci giorni la fine del governo che da oltre cinquant'anni dominava a Damasco ha portato i militanti d'opposizione a conquistare la parte del Paese in mano agli ex lealisti, stravolgendo la mappa del Paese levantino. Ora che il governo di transizione di Mohammad al-Bashir, vicino al gruppo Siria, ha preso il potere, la Turchia ha deciso di riaprire l'ambasciata a Damasco dopo 12 anni di chiusura. Le operazioni erano state sospese nel 2012 a causa dell'aggravarsi delle condizioni di sicurezza durante la guerra civile siriana.
L'ambasciata della Turchia a Damasco riaprirà domani, sabato, per la prima volta dal 2012. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in un'intervista alla tv turca Ntv. Fidan ha dichiarato che il nuovo incaricato d'affari ad interim è partito per Damasco venerdì insieme alla sua delegazione. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, uno dei principali attori nella costruzione della nuova Siria, dovrà trattare con gli Stati Uniti per mantenere l'equilibrio nella regione.
La Turchia non controlla direttamente i ribelli islamisti di Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che hanno conquistato Damasco in dodici giorni, ma ha una notevole influenza su di essi. "I turchi sono gli amici più stretti del nostro popolo", ha detto ieri ad Al Jazeera il leader di Hts, Abu Muhammad al Jolani. Ankara è pronta a fornire aiuti militari alle nuove autorità siriane. Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Ankara, Yasar Guler, citato dai media turchi. Guler ha affermato che al nuovo governo, guidato dai ribelli islamisti che hanno rovesciato il presidente siriano Bashar al-Assad una settimana fa, dovrebbe essere data una possibilità e che la Turchia è "pronta a fornire il supporto necessario se la nuova amministrazione lo richiede".




