Il diavolo veste Prada 2, la prima mondiale a New York accende i riflettori tra couture e ritorni attesi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   New York si è tinta dei colori del potere e della sperimentazione, quella stessa notte in cui il Lincoln Center è diventato l’epicentro di un fenomeno che mescola cinema, moda e narrazione identitaria. La première mondiale de “Il diavolo veste Prada 2”, attesissimo sequel del cult del 2006, ha trasformato il red carpet in una passerella carica di citazioni e dichiarazioni estetiche, consegnando al pubblico un assaggio di ciò che arriverà sugli schermi. L’evento, trasmesso in diretta su Disney+ e Hulu, ha blindato la proiezione vera e propria per preservarne i segreti, ma ha offerto una vetrina spettacolare ai protagonisti di una saga che, a distanza di vent’anni, continua a definire il rapporto tra l’editoria patinata e le sue contraddizioni.

Tra i look più discussi della serata, spicca la scelta di Lucy Liu – il cui ruolo nel film è stato descritto dalla stessa attrice come un “mistero” che i fan non vedono l’ora di scoprire – la quale ha optato per un naked dress firmato Georges Hobeika, un abito completamente trasparente che ha sapientemente bilanciato sensualità e romanticismo grazie a ricami floreali e volant. L’attrice ha così deviato dal filo conduttore cromatico scelto dalle sue colleghe, rivelando come la libertà stilistica sia la vera cifra di un sequel che, per sua stessa ammissione, non vuole “servire la stessa pietanza” di vent’anni fa. Lei stessa ha raccontato ai cronisti presenti l’emozione di essere stata “inserita nel sequel di qualcun altro”, trovandosi a condividere il set con due generazioni di attrici simbolo di Hollywood.

Il potere del rosso e il ritorno delle icone: Anne Hathaway e Meryl Streep dettano legge

Se Lucy Liu ha scelto la trasparenza per distinguersi, il cuore pulsante della narrazione visiva è stato affidato a un gioco di specchi tra Anne Hathaway e Meryl Streep. Le due protagoniste hanno coordinato i rispettivi outfit sul rosso, una sfumatura che nel primo film rappresentava la manipolazione e l’autorità assoluta di Miranda Priestly. Hathaway ha indossato un abito rosso firmato Louis Vuitton, una costruzione senza spalline caratterizzata da un corpetto a petalo e una gonna midi a corolla, accessoriata con gioielli Bulgari che ne hanno esaltato la silhouette senza spezzare l’armonia monocromatica. Dall’altra parte, Meryl Streep ha ripreso le redini del suo personaggio con un look Givenchy prelevato dalla collezione Autunno/Inverno 2026-2027: un abito lungo in pelle dalla silhouette a cappa, definito da un colletto a bandana annodato e completato da guanti opera neri e occhiali scuri. La regina del fashion editoriale è tornata, e il suo guardaroba – come rivelato dalla stessa attrice – non sarà solo un piacere per gli occhi, ma anche uno strumento di solidarietà, dato che gli abiti di scena verranno messi all’asta a beneficio del Committee to Protect Journalists.

Non sono mancate Emily Blunt, che ha sfoggiato una creazione scultorea di Schiaparelli giocata sui volumi di tulle e sulla forma a petto d’uccello, e Stanley Tucci, fedele all’eleganza maschile classica di Giorgio Armani. La prima newyorkese ha così ribadito che la moda, in questo franchise, non è un semplice contorno ma il veicolo principale attraverso cui i personaggi comunicano la loro evoluzione: Andy Sachs non è più la ragazza inesperta che attraversava la hall della Runway, ma una donna consapevole che ora cammina fianco a fianco con il “diavolo” che un tempo la terrorizzava.

Un tour promozionale che profuma di Milano e di ritorno alle origini

Mentre i riflettori si spengono sulla Grande Mela, l’attenzione si sposta già verso l’Europa e, in particolare, verso l’Italia. Il film, la cui uscita nelle sale è fissata per il 29 aprile – un giorno prima rispetto al debutto statunitense previsto per il 1° maggio – farà tappa a Milano, città che ha ospitato gran parte delle riprese del sequel e che si prepara a celebrare l’evento con iniziative che trasformano il fenomeno cinematografico in un’esperienza immersiva. La Rinascente di piazza Duomo, in collaborazione con Disney, ha già allestito un vero e proprio takeover che include installazioni firmate Stefano Seletti – tra cui spiccano le iconiche décolleté rosse dal tacco a forchetta alte quattro metri – e una ricostruzione fedele della redazione di Runway al piano interrato dello store.

I fan potranno così accomodarsi alla scrivania della temuta direttrice o curiosare nel magazzino dei capi d’alta moda, in un allestimento che anticipa l’atmosfera del film e che resterà attivo per diverse settimane. Questa strategia di lancio, che unisce l’evento mondano newyorkese all’operazione commerciale milanese, dimostra come il brand “Il diavolo veste Prada” abbia ormai superato i confini della semplice saga cinematografica per diventare un fenomeno culturale capace di muovere l’economia della moda e del turismo. Il tour promozionale, che ha già toccato Città del Messico e Shanghai, trova così nella capitale italiana del design e della moda la sua tappa più autentica, restituendo al pubblico quella miscela di ironia, crudeltà e glamour che ha reso celebre l’originale.

Meta description: Prima mondiale per Il diavolo veste Prada 2 a New York: Lucy Liu in naked dress, Anne Hathaway e Meryl Streep in rosso. Uscita il 29 aprile, tappa a Milano.

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