Tajani: "Accordo su Ucraina e Medioriente, ma sui dazi serve dialogo"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il G7 degli Esteri, riunitosi in Canada, ha chiuso i battenti con l’approvazione di un documento finale che, nonostante le divergenze iniziali, ha trovato un punto d’incontro su temi cruciali come la guerra in Ucraina e le tensioni in Medioriente. Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come l’accordo non fosse scontato e frutto di un intenso lavoro di mediazione portato avanti dagli sherpa.

Al centro dei colloqui, la crisi ucraina ha dominato il dibattito, con i ministri del G7 che hanno lanciato un appello unanime alla Russia affinché accetti un cessate il fuoco immediato. Tajani, in particolare, ha ribadito con forza la necessità di fermare il conflitto, evidenziando il costo umano insostenibile di una guerra che continua a mietere vittime tra i civili. “Chiediamo a Mosca di rispondere positivamente alla richiesta di tregua – ha dichiarato – e condanniamo fermamente gli attacchi indiscriminati che colpiscono la popolazione”.

Il documento finale, approvato nella seconda giornata di lavori a Charlevoix, non si limita a esortare la Russia a deporre le armi, ma avverte anche che, in assenza di una tregua, nuove sanzioni potrebbero essere adottate. La posizione del G7 è chiara: Kiev ha già dimostrato la sua disponibilità a un cessate il fuoco “immediato”, e ora tocca a Mosca fare un passo indietro, accettando un’intesa “a parità di condizioni”.

Oltre alla questione ucraina, il testo approvato dai ministri degli Esteri del G7 ha affrontato anche il tema della stabilità in Medioriente, inviando un messaggio univoco a favore della pace e della cooperazione internazionale. Tajani ha definito il documento “un segnale forte” che ribadisce l’importanza dell’unità territoriale dell’Ucraina, la necessità di una pace giusta e duratura, e la liberazione dei prigionieri politici, oltre alla restituzione dei bambini ucraini attualmente in Russia.

Tuttavia, nonostante i progressi sul fronte diplomatico, il vicepremier italiano ha espresso perplessità riguardo alla questione dei dazi, definendo il braccio di ferro in corso “inutile e controproducente”. Secondo Tajani, è essenziale trovare una soluzione negoziata che eviti escalation dannose per tutte le parti coinvolte, senza ricorrere a misure punitive che rischiano di alimentare ulteriori tensioni.

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