Tajani: accordo su Ucraina e Medioriente, ma sui dazi serve dialogo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I ministri degli Esteri del G7, riuniti a Charlevoix, in Canada, hanno chiuso i lavori con l’approvazione di un documento finale che, pur non essendo scontato, rappresenta un punto di incontro su temi delicati come l’Ucraina e il Medioriente. Antonio Tajani, intervenuto a margine dell’incontro, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, sottolineando come il braccio di ferro sui dazi commerciali non sia utile a nessuno. “Siamo molto contenti di come sono andate le cose”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza di un approccio collaborativo per evitare tensioni ulteriori.

Il documento finale, frutto di lunghe mediazioni tra gli sherpa, contiene un chiaro monito alla Russia: senza una tregua immediata in Ucraina, nuove sanzioni potrebbero essere adottate. I ministri hanno ribadito l’apprezzamento per gli sforzi di Kiev nel cercare una soluzione pacifica, ma hanno anche sollecitato Mosca a impegnarsi in modo paritario per raggiungere un’intesa. La posizione del G7, dunque, è netta: la Russia deve dimostrare volontà concreta per evitare un’escalation delle misure punitive.

Intanto, dagli Stati Uniti arriva un cauto ottimismo. Marco Rubio, segretario di Stato americano, ha definito “molto positivo e produttivo” l’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e l’inviato speciale Steve Witkoff, pur mantenendo un atteggiamento prudente. “Esamineremo attentamente la posizione della Russia”, ha dichiarato Rubio, lasciando intendere che, nonostante i progressi, la strada verso una tregua definitiva rimane incerta.

L’accordo raggiunto in Canada, tuttavia, non è stato privo di difficoltà. Fonti presenti a La Malbaie avevano ipotizzato una possibile spaccatura tra gli alleati, alimentata da divergenze su questioni come i dazi e le politiche commerciali. Alla fine, però, i ministri hanno trovato un compromesso, evitando una rottura che avrebbe rischiato di indebolire la coesione del gruppo.

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