Mattarella e Leone XIV parlano di pace: Ucraina e Medioriente al centro del vertice
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un faccia a faccia di quaranta minuti, segnato da cordialità e strette di mano, ha unito ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Papa Leone XIV nel primo incontro ufficiale tra i due. L’udienza, tenutasi in Vaticano, ha ribadito l’impegno comune per una soluzione diplomatica ai conflitti che insanguinano l’Ucraina e il Medioriente, mentre l’Europa viene indicata come il perno necessario per riavviare un dialogo ormai in stallo.
Se con Francesco i rapporti tra il Quirinale e la Santa Sede erano caratterizzati da una familiarità che superava i formalismi, con Leone XIV – pontefice statunitense dal maggio scorso – il percorso è appena iniziato. «Le premesse per una collaborazione solida ci sono tutte», sottolineano fonti vicine alla delegazione italiana, ricordando come questo sia stato il primo vero scambio dopo i convenevoli di rito durante la messa d’insediamento.
Il nodo principale resta la guerra in Ucraina, con Mosca che ha respinto ogni ipotesi di mediazione vaticana, costringendo il Papa a cercare alleati nella comunità internazionale per isolare chi persegue la vittoria militare invece del negoziato. Una strategia che Mattarella ha fatto propria, insistendo sulla necessità di un’Europa più coesa per spezzare la spirale di violenza. Non è mancato un accenno al ruolo della Chiesa in Italia, con un confronto tra il segretario di Stato vaticano, il cardinale Parolin, e il ministro degli Esteri Antonio Tajani su temi spinosi come l’8xmille e il fine vita.




