Petrolio in rialzo, più vicino l’accordo tra Oman e Iran su Hormuz
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Redazione Esteri
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Il petrolio è in rialzo con il Brent che tratta sopra i 97 dollari al barile, mentre arrivano nuove notizie dal Medio Oriente sull’accordo tra Oman e Iran relativo allo Stretto di Hormuz. Il prezzo della materia prima registra un aumento dell’1% e tra gli elementi che stanno influenzando il mercato ci sono il possibile avvicinamento tra i due Paesi e il protrarsi delle tensioni nell’area strategica per il traffico energetico. La situazione resta legata agli sviluppi diplomatici e alle dichiarazioni arrivate da Teheran sul negoziato e sulle misure annunciate per la zona dello Stretto.
Accordo Oman Iran su Hormuz, le dichiarazioni da Teheran
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato che l’Iran potrebbe firmare a breve un accordo con l’Oman riguardante lo Stretto di Hormuz. Secondo Baghaei, il negoziato rappresenta uno strumento per salvaguardare gli interessi del Paese e non può essere considerato in modo assoluto come positivo o negativo. Le sue parole sono arrivate mentre l’Iran ha rinnovato le critiche nei confronti degli Stati Uniti, senza però escludere completamente la possibilità di proseguire il confronto attraverso il dialogo.
Nel corso delle dichiarazioni riportate dai media, Baghaei ha risposto anche alle parole del vicepresidente americano JD Vance, sostenendo che quanto accade non sarebbe una guerra ma un’aggressione. Il rappresentante del ministero degli Esteri iraniano ha quindi collegato il tema del negoziato alla tutela degli interessi nazionali, mantenendo aperta la possibilità di uno sviluppo diplomatico sulla questione dello Stretto di Hormuz. L’area continua così a essere al centro dell’attenzione per gli effetti che eventuali cambiamenti potrebbero avere sulle tensioni regionali e sul mercato del petrolio.
Iran e la nuova zona vietata vicino allo Stretto di Hormuz
Parallelamente alle notizie sull’accordo con l’Oman, l’Iran ha annunciato la preparazione di una nuova misura legata allo Stretto di Hormuz. Mohsen Rezaei, alto funzionario iraniano responsabile della sicurezza e segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, ha dichiarato che nei prossimi giorni verrà istituita una “zona vietata” al di fuori dello Stretto. Secondo quanto riferito dai media di Stato, l’area dovrebbe partire dalla linea di blocco della Marina statunitense e comprendere alcune zone del Golfo Persico.
La decisione annunciata da Teheran prevede anche una lista di sanzioni per le navi che dovessero violare la zona indicata. Rezaei ha fornito nuovi dettagli sul piano iraniano per l’area di Hormuz, spiegando che il divieto riguarderà una zona esterna allo Stretto e non lo spazio interno del passaggio marittimo. Le dichiarazioni arrivano nello stesso contesto delle trattative con l’Oman e delle tensioni che continuano a incidere sulle valutazioni del mercato petrolifero.
Il petrolio guarda agli sviluppi nello Stretto di Hormuz
Il rialzo del petrolio si inserisce quindi in una fase condizionata dalle notizie provenienti dal Medio Oriente e dalle prospettive legate allo Stretto di Hormuz. Il Brent sopra quota 97 dollari al barile riflette l’attenzione degli operatori verso gli aggiornamenti sull’intesa tra Oman e Iran e sulle iniziative annunciate dalle autorità iraniane. Le informazioni arrivate nelle ultime ore hanno riportato il focus sul ruolo strategico dell’area e sulle conseguenze che le decisioni dei Paesi coinvolti possono avere sul mercato energetico.
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