Parma, il regalo di Giovane fa volare i crociati. Il Verona sprofonda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Bentegodi, teatro di una sfida carica di significato per la salvezza, si sono affrontati i due attacchi meno prolifici del campionato, ma la partita, contro ogni pronostico, non è stata avara di colpi di scena. I padroni di casa, il cui cammino in classifica rasenta ormai la disperazione, hanno visto svanire un punto che sembrava conquistato, mentre i crociati, che navigavano a soli tre punti dalla zona pericolosa, hanno agguantato una vittoria preziosissima, la cui chiave è stata un’azione tanto incredibile quanto decisiva. L’incontro, che aveva visto anche l’annullamento di un gol di Orban per il Verona per un fuorigioco all’ottavo minuto, era stato sbloccato proprio dai gialloblù nel finale del primo tempo, quando la squadra di Zanetti, dopo una rimessa di Valenti e un colpo di testa di Pellegrino, aveva visto il pallone di Sorensen tremare sulla traversa. Un preludio, quello, di quanto sarebbe accaduto nella frazione conclusiva della gara.

L'errore che cambia le sorti della partita

Dopo che il Verona era riuscito a trovare il momentaneo pareggio, sembrava che la partita potesse concludersi con una divisione della posta in palio. Mancavano appena dieci minuti al fischio finale quando, in una situazione di gioco apparentemente innocua, l’azione che ha di fatto deciso l’esito della contesa ha avuto luogo. Ricevuto un rinvio del portiere Montipò, Giovane, autore poco prima del gol della rimonta gialloblù, ha compiuto una scelta inspiegabile, tentando di riappoggiare il pallone all’indietro, di testa, verso la propria area. Un gesto tecnicamente azzardato e mentalmente pericoloso, che si è trasformato in un assist involontario e perfetto per l’attaccante avversario Pellegrino, il quale, rimasto solo davanti a Montipò, non ha avuto che da staccare un pallonetto vincente, sfruttando fino in fondo il dono inaspettato ricevuto.

Le reazioni degli allenatori a caldo

Carlos Cuesta, tecnico del Parma, ha commentato la prestazione della sua squadra con un misto di soddisfazione e pragmatismo. “La vittoria è meritata”, ha affermato, sottolineando come, “per aumentare la probabilità di vincere, cerchiamo sempre di giocare bene e al Bentegodi abbiamo fatto un’ottima gara, con grande attenzione e solidità”. Il suo giudizio positivo è supportato dai numeri, avendo la formazione crociata imbastito ben quindici conclusioni verso la porta avversaria. Pur riconoscendo il valore del successo, Cuesta ha tenuto a precisare che “sappiamo di dovere migliorare ancora molto”, indicando come unico percorso possibile quello di “tenere i piedi per terra e continuare a lavorare”.

Zanetti si assume la responsabilità

Dall’altra parte, lo spogliatore del Verona ha vissuto momenti di tensione, con l’allenatore Paolo Zanetti che è rimasto a lungo a colloquio con la squadra dopo il match. “Mi prendo la responsabilità dell’orrore di Giovane”, ha dichiarato il tecnico con franchezza, pur ritenendo che la sua squadra avesse comunque “fatto una prestazione buona”. Il punto dolente, secondo la sua analisi, è stato l’aver “preso due gol nei momenti migliori” per il Verona, due colpi che hanno spezzato la ritmica della partita nel modo peggiore. Zanetti ha poi lanciato un appello ai suoi, sostenendo che “ora si vede se siamo una squadra” e che la reazione dovrà essere “nel modo giusto, senza abbattersi”, confortato in questo anche dalla “piena fiducia” mostrata dalla società, i cui rappresentanti sono scesi negli spogliatoi per fare sentire il proprio supporto.

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