Parma salvo, Pisa sprofonda: l’incornata di Elphege e l’amaro di Hiljemark
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Redazione Sport
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Quarantaquattro minuti.Il tempo che ci separa dal baratro, in questo calcio moderno fatto di numeri e di bilanci, viene spesso misurato in spiccioli di gioco. Al Tardini, però, la storia ha preso una piega diversa. Il Parma, tra le mura amiche di un “Stadio Ennio Tardini” gremito, ha trovato nel francese Nesta Elphege – subentrato nella ripresa al posto di un evanescente Strefezza – l’artefice di una salvezza che sa di liberazione. La sua zampata, arrivata all’82’ e nata da una respinta corta su un cross insistito di Sorensen, ha rotto l’equilibrio di una partita che sembrava stregata per gli ospiti. Un gol sporco, forse, ma pesantissimo: il secondo consecutivo per l’attaccante, e il sigillo definitivo sulla permanenza in Serie A della squadra di Carlos Cuesta.
Il tecnico dei ducali, al fischio finale, ha lasciato trasparire una felicità genuina, seppur misurata. “Sono felice per la città, per i tifosi”, ha dichiarato, sottolineando come il raggiungimento dell’obiettivo non fosse affatto scontato. Nel suo ragionamento – ma questo è un tema ricorrente nel club emiliano – torna il concetto di resilienza: la capacità, cioè, di farsi forti proprio nei momenti di difficoltà, di incassare i colpi (le sconfitte pesanti cui accennava) e di ritrovarsi uniti davanti al traguardo. E se dalla sua parte c’è la gioia, dall’altra della barricata, quella pisana, c’è il silenzio di chi ha visto svanire un sogno tra le dita, o meglio, tra i pali.
L’amaro di Hiljemark e il gol subito “in modo strano”
Per Oscar Hiljemark, invece, il match del Tardini rappresenta la fotografia perfetta di una stagione storta. Il tecnico svedese, ormai a un passo dalla retrocessione aritmetica che potrebbe concretizzarsi già in serata in caso di vittoria del Lecce sul Verona, si è presentato davanti ai microfoni con il volto segnato dalla delusione. “Non ci sono molte parole per descrivere quanto successo”, ha esordito, quasi a voler cancellare con un gesto della mano i novanta minuti appena trascorsi.
Il rammarico principale, per Hiljemark, non risiede tanto nella qualità del gioco espresso dai suoi – che anzi, nel primo tempo, aveva messo in seria difficoltà i padroni di casa – quanto nella modalità con cui è arrivata la doccia fredda. “Abbiamo subito un gol strano”, ha ripetuto, riferendosi a quella mischia in area che ha permesso a Elphege di essere più lesto di tutti. Nel dettaglio, l’allenatore ha ammesso di aver tentato il tutto per tutto con cambi offensivi nel tentativo di scardinare la difesa parmense, spinto dall’urgenza di portare a casa punti pesanti. L’analisi, tuttavia, si è arenata su un'assenza di cattiveria sotto porta: occasioni create, forse pure a grappoli, ma l’ultimo guizzo quello, fatale, lo hanno avuto i ragazzi di Cuesta.
Il tabellino di una partita bloccata e i legni che condannano
Ad onor del vero, l’1-0 finale non restituisce la complessità di una gara che nel primo tempo ha visto il Pisa colpire ben due legni. La squadra toscana, spinta da un Akinsanmiro molto ispirato, era apparsa più pericolosa nelle trame offensive. Al 29’, il centrocampista ha fatto tremare il Tardini con una conclusione potente che ha baciato il palo, mentre poco prima dell’intervallo è stato Stojilkovic, a tu per tu con il portiere Suzuki, a centrare in pieno il legno in una circostanza che gridava vendetta. A queste si è aggiunta la parata prodigiosa di Suzuki su Vural al 6’, un intervento che ha tenuto in vita il Parma nei momenti più concitati della prima frazione.
Il possesso palla, suddiviso in percentuali quasi identiche (51% per i padroni di casa contro il 49% degli ospiti), certifica un sostanziale equilibrio di fondo. Una volta scavallata la mezz’ora della ripresa, però, la partita è scaduta nella sua fase più noiosa, spezzata da continue interruzioni e da una certa timidezza offensiva. Fino all’episodio decisivo: il neo-entrato Sorensen, che aveva rilevato Bernabé, ha servito due cross consecutivi nell’area piccola, e dopo una corta respinta della difesa, Elphege non ha avuto che da spingere il pallone in rete. Un gol da “top player”, direbbero i fantallenatori, che ha spento ogni velleità di rimonta.
Il futuro è già dietro l’angolo
Sul fronte Parma, la salvezza arriva con largo anticipo (mancano quattro giornate alla fine), un lusso che permetterà a Cuesta di lavorare con maggiore serenità in vista della prossima stagione. Sul fronte opposto, l’aria che tira negli spogliatoi ospiti è di resa. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, la squadra di Hiljemark appare ormai rassegnata, in attesa di un verdetto che, anche se non fosse aritmetico già oggi, appare come una formalità. La gestione della partita, con l’inserimento di Lorran – elogiato proprio da Hiljemark per la sua capacità nell’uno contro uno – è arrivata a giochi ormai fatti, quando la partita era ormai compromessa. La sensazione, al triplice fischio, è che per i toscani sia finita proprio lì, in quella mischia da cui è nato il gol della disperazione.
Meta Description: Gol di Elphege e salvezza aritmetica per il Parma. Cuesta esulta, il Pisa di Hiljemark vede la Serie B. La cronaca del match del Tardini.




