Il Cagliari sprofonda a Pisa: errori, nervosismo e una classifica che torna a far paura
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Redazione Sport
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C’è un filo rosso che lega le sei partite del Cagliari dopo il successo sul Verona di fine gennaio, ed è un filo sottile e ingarbugliato fatto di prestazioni opache, disattenzioni letali e una classifica che, nel giro di poche settimane, è tornata a tingersi di un rosso cupo. L’ultimo capitolo di questa involuzione si scrive all’Arena Garibaldi di Pisa, dove i rossoblù di Fabio Pisacane incassano un 3-1 che ha il sapore amaro della debacle più totale, maturato per giunta contro la squadra che occupava l’ultimo posto della Serie A e che, prima di ieri, aveva assaporato la vittoria in una sola, lontana occasione.
Se si osserva la cronaca del match, emergono con chiarezza i contorni di un pomeriggio storto fin dal principio. L’avvio è di quelli che ipotecherebbero negativamente qualsiasi giornata: al 9’, l’arbitro La Penna concede un calcio di rigore al Pisa per un intervento in scivolata di Sulemana su Calabresi, un contatto al limite dell’area che però induce il direttore di gara a indicare il dischetto. Dal dischetto, Moreo spiazza Caprile e porta in vantaggio i padroni di casa, ma la reazione del Cagliari è immediata e si materializza con un colpo di testa di Obert che si stampa sulla traversa. Il match sembra poter prendere una piega diversa quando, al 37’, Durosinmi si lascia andare a un calcione di reazione ai danni di Yerry Mina, rimediando un cartellino rosso diretto che lascia il Pisa in dieci uomini per quasi tutto il secondo tempo.
Eppure, è proprio nel momento in cui la superiorità numerica dovrebbe trasformarsi in possesso palla e pressione, che il Cagliari mostra il suo volto più fragile. La ripresa si apre con una doccia gelata: al 52’, un rinvio sbagliato dalla difesa diventa un assist involontario per Caracciolo, che insacca il 2. Due minuti più tardi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, lo stesso Caracciolo, lasciato colpevolmente solo, firma la doppietta personale che vale il 3. Pavoletti, entrato nella ripresa, prova a riaccendere una flebile speranza con il gol del 3-1 al 67’, una girata volante su lancio di Dossena che per il momento non sortisce l’effetto sperato. Quando all’81’ anche Obert rimedia il secondo giallo, lasciando i sardi in dieci, la partita si avvia mestamente verso la conclusione, sancendo la sesta gara consecutiva senza vittorie per gli isolani.
L’espulsione di Durosinmi e i fantasmi di una difesa in affanno
L’episodio che, sulla carta, avrebbe dovuto spianare la strada al Cagliari si trasforma invece nel detonatore di una fragilità strutturale che la squadra di Pisacane si porta dietro ormai da settimane. L’espulsione di Durosinmi al 37’ per il fallo su Mina, un gesto tecnico di pura frustrazione che lascia i toscani in inferiorità, non sortisce l’effetto di scuotere i rossoblù dal loro torpore. Al contrario, la ripresa diventa il palcoscenico su cui si consumano errori individuali talmente gravi da rasentare l’incredulità, come quello di Folorunsho che di testa, su un rinvio dalla rimessa laterale, indirizza involontariamente la palla verso Caracciolo, permettendogli il raddoppio a tu per tu con Caprile.
Le pagelle dei quotidiani locali, come riportato da L'Unione Sarda, raccontano di un'intera squadra sprofondata in una spirale negativa: da Zé Pedro, giudicato con un 4,5 per il giallo che certifica il crollo, allo stesso Mina, costretto a lasciare il campo all'intervallo dopo aver comunque provocato l'espulsione dell'avversario, ma apparendo non ancora in grado di sostenere i novanta minuti. Dossena, nonostante l'assist per Pavoletti, non sfugge alla mediocrità generale, così come Sulemana, il cui fallo da rigore iniziale ha di fatto indirizzato la partita. La sensazione, guardando la prestazione, è che la squadra non abbia saputo gestire né il vantaggio emotivo dell'uomo in più, né lo svantaggio iniziale, pagando a caro prezzo una confusione tattica e nervosa che ha finito per avvantaggiare un avversario certamente meno attrezzato tecnicamente.
Pisacane e la ricerca di una lucidità smarrita
L’allenatore Fabio Pisacane, che lo scorso giugno aveva raccolto l’eredità della panchina rossoblù dopo una lunga gavetta nel settore giovanile e una carriera da calciatore proprio in Sardegna, si trova ora a dover fronteggiare la crisi più delicata della sua breve gestione tecnica. Le sue parole nel post-partita, riportate dai colleghi di Cagliari News 24, lasciano trasparire la necessità di non perdere la bussola: la squadra, a suo dire, non deve più ripetere prestazioni prive del solito atteggiamento, e deve mantenere lucidità in un momento in cui la classifica incombe.
Eppure, a guardare i numeri, la lucidità sembra essere la prima qualità a essere venuta meno. Due punti raccolti nelle ultime sei giornate, un ruolino di marcia da retrocessione diretta che ha riportato il Cagliari a pieno Titolo nella lotta per non retrocedere. La sconfitta di Pisa, maturata contro una squadra che non vinceva in campionato dallo scorso novembre e che occupava l’ultimo posto con soli quindici punti all’attivo, assume i contorni di un'occasione sciupata in modo clamoroso. I toscani, sotto la guida di Hiljemark, trovano la prima vittoria della loro stagione, mentre i sardi si ritrovano a fare i conti con una realtà fatta di poche certezze e molti, troppi, errori.




