Attacchi israeliani in Libano, 60 agenti di Hezbollah uccisi a Baalbek
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Redazione Esteri
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Pesanti attacchi israeliani hanno colpito il Libano, con raid che hanno preso di mira la capitale Beirut e la città meridionale di Baalbek. Secondo le forze di difesa israeliane (IDF), almeno 60 agenti di Hezbollah sono stati uccisi a Baalbek, mentre il governatore della regione, Bachir Khodr, ha riferito che almeno 40 persone sono morte e 54 sono rimaste ferite negli attacchi. Le immagini mostrano colonne di fumo alla periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, a seguito dei raid israeliani.
Gli attacchi sono avvenuti a 40 giorni dall'uccisione di Hassan Nasrallah, storico leader del movimento sciita Hezbollah, e sono stati preceduti dal lancio di oltre 120 razzi dal Libano su Israele. In concomitanza con questi eventi, è stato trasmesso un discorso registrato del nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, che ha assunto la guida del movimento dopo la morte di Nasrallah.
Nel contesto di queste tensioni, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha espresso rammarico per la mancanza di azioni concrete da parte dell'Unione Europea nel contrastare le misure illecite e i crimini commessi da Israele contro il popolo palestinese e libanese. Durante una conversazione telefonica con l'omologa finlandese, Elina Valtonen, Araghchi ha sottolineato che la causa della crisi attuale nella regione è attribuibile al regime guerrafondaio e genocida di Israele.
Parallelamente, la Corea del Sud ha dichiarato la propria disponibilità a fornire armi a Kiev, mentre nella Striscia di Gaza si è conclusa la campagna di vaccinazione antipolio lanciata a settembre. L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Unicef hanno annunciato che il secondo ciclo della campagna ha raggiunto un totale di 556.774 bambini di età inferiore ai 10 anni, vaccinati con una seconda dose di vaccino antipolio, e 448.




