Piazza Affari vola oltre i 51.200 punti: banche in rally, Generali sfonda quota 40 euro
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Redazione Economia
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Una spinta propulsiva, quella generata dal nuovo risiko bancario, ha letteralmente trascinato Piazza Affari verso vette inesplorate, aggiornando i massimi storici in una seduta che resterà negli annali della Borsa milanese. L’indice Ftse Mib, superando agevolmente la soglia psicologica dei 51.000 punti, ha toccato quota 51.240, registrando un rialzo superiore al 2% e ritagliandosi un ruolo da protagonista assoluto nel panorama europeo, dove le altre piazze finanziarie, sebbene positive, hanno mostrato un passo meno sostenuto.
A innescare questa fiammata, che ha riportato l’indice ai livelli che non si vedevano dai tempi precedenti lo scoppio della bolla tecnologica del marzo 2000, è stata la miccia accesa dall’affondo concreto di Intesa Sanpaolo su Banca Mps, un’operazione da oltre 30 miliardi di euro che ha ridisegnato all’istante le gerarchie del credito italiano.
Unipol e Bper guidano la corsa, il comparto finanziario in piena euforia
Se il motore del rally è senza dubbio il comparto bancario, tornato prepotentemente sotto i riflettori dopo le ultime, decisive mosse di consolidamento, a indossare la "maglia rosa" del listino principale ci ha pensato Unipol, la cui azione ha letteralmente svettato mettendo a segno un progresso del 5,73%.
Il gruppo assicurativo, che nell’ambito dell’operazione concordata con la banca guidata da Carlo Messina si è impegnato a rilevare il marchio Mps e una rete di 635 filiali della banca senese, ha beneficiato della visione positiva degli analisti, i quali intravedono in questa mossa un rafforzamento sostanziale delle proprie capacità distributive nel settore della bancassicurazione, sia nel ramo Danni che in quello Vita.
Non è stata da meno la controllata Bper, che ha avanzato con decisione del 4,5%, dimostrando come l’intera galassia finanziaria coinvolta nel risiko – direttamente o indirettamente – stia raccogliendo i frutti di un fermento che ha rotto gli equilibri consolidati da anni.
In questo vortice di acquisti, un capitolo a parte merita il titolo Generali, che per la prima volta nella sua storia ultracentenaria ha infranto il muro dei 40 euro per azione, toccando un nuovo record storico che testimonia la fiducia del mercato non solo nel business assicurativo ma anche nel ruolo strategico che il Leone giocherà nel nuovo assetto proprietario di Mediobanca.
Il meccanismo dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Intesa, infatti, se da un lato punta dritta al cuore di Monte dei Paschi, dall’altro coinvolge inevitabilmente la partecipazione che Piazzetta Cuccia detiene in Generali, creando un effetto domino che ha moltiplicato la volatilità e i volumi su tutti i titoli del triangolo industriale formato da banca, assicurazione e finanza.
Il petrolio cala per l’ottimismo geopolitico, l’Europa guarda a Trump
A fare da sfondo a questa esplosione dei listini, fornendo una benzina aggiuntiva a un mercato già di per sé surriscaldato, è stato il contemporaneo ridimensionamento dei prezzi energetici, un fenomeno che ha agito come un taglio delle tasse implicito per le economie importatrici come quella italiana.
Le parole pronunciate dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – il quale, ricordiamolo, siede alla Casa Bianca ormai da più di un anno – hanno alimentato le speranze degli investitori riguardo a un prossimo accordo con l’Iran, un’intesa che allenterebbe le tensioni in Medio Oriente e favorirebbe un flusso più regolare dell’oro nero sui mercati.
"Siamo nelle fasi finali di quello che sarà un ottimo accordo", ha dichiarato Trump ai giornalisti, suggerendo che potrebbe emergere "almeno un'idea" nel giro di un paio di giorni; questa prospettiva di distensione, unita al rinnovato entusiasmo per il comparto dei chip e dell’intelligenza artificiale che sta sostenendo anche i future di Wall Street, ha fornito il contesto macroeconomico ideale per la scalata milanese.




