Il caro-pasqua tra voli alle stelle e uova di cioccolato che ignorano il crollo del cacao

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Chi aveva messo in conto di trascorrere le imminenti festività pascolari nella propria città d'origine, magari per ricongiungersi con la famiglia, deve fare i conti con una realtà fatta di tariffe lievitate in maniera esponenziale. Il semplice desiderio di tornare a casa, per chi dalla Sicilia è dovuto emigrare per studio o lavoro, si scontra con il racket dei prezzi dei biglietti aerei: superare i quattrocento euro per un volo di sola andata verso Catania, come evidenziano le rilevazioni delle associazioni dei consumatori, non è più un'eccezione ma sta diventando la norma, e chi punta a Palermo difficilmente spende meno di trecento euro. Questo accade nonostante manchino ancora diverse settimane al clou delle partenze, il che lascia presagire un'ulteriore impennata dei costi man mano che ci si avvicina al venerdì santo. Non va meglio per chi sceglie il treno, dove le tariffe dell'alta velocità per coprire la tratta da Torino a Reggio Calabria, tanto per citare un esempio, raggiungono cifre proibitive che sfiorano i duecento euro, rendendo di fatto la mobilità un lusso per molti.

A determinare questi rincari non è solo la legge della domanda e dell'offerta, destinata ad impennarsi con l'avvicinarsi delle feste, ma anche un contesto geopolitico incerto che si ripercuote direttamente sul prezzo dei carburanti. La rinnovata tensione in Medio Oriente, con l'aggravarsi del conflitto che coinvolge Iran, Israele e Stati Uniti, ha gettato nuovamente nel panico i mercati petroliferi, e il costo del greggio, come un'onda lunga, finisce per infrangersi contro le tasche dei viaggiatori. Le ripercussioni, però, non si limitano ai trasporti. Se l'aumento del prezzo della benzina e del gasolio – quest'ultimo schizzato a livelli record in tutta Europa, con punte che in Italia hanno superato i due euro al litro – è una diretta conseguenza delle crisi internazionali, la dinamica dei prezzi dei dolci pasquali appare assai più controversa e difficile da giustificare.

Passeggiando tra gli scaffali di un qualsiasi supermercato, chiunque può notare come il costo delle uova di cioccolato abbia subito una nuova impennata. L'associazione Codacons fotografa un incremento che oscilla tra il sei e il dieci per cento rispetto alla stessa stagione dell'anno precedente, con i prodotti artigianali che arrivano a costare anche cento euro al chilogrammo. La sorpresa amara, per i consumatori, sta nel fatto che questi rincari arrivano in un momento in cui le quotazioni internazionali del cacao hanno subito un tracollo verticale: dopo aver toccato i dodicimila dollari a tonnellata alla fine del 2024, il prezzo della materia prima è precipitato intorno ai tremila dollari, segnando un calo di quasi il sessanta per cento. Una flessione così marcata, dovuta anche a un rallentamento della domanda globale e al miglioramento delle condizioni climatiche in Africa occidentale, avrebbe dovuto, in un mercato ideale, tradursi in un immediato beneficio per il portafoglio degli italiani.

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