Ucraina, colloqui Usa-Russia a Riad: l’Europa chiamata al tavolo, ma Zelensky critica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I colloqui tra Stati Uniti e Russia, tenutisi oggi a Riad, in Arabia Saudita, hanno segnato un “primo passo importante” verso la risoluzione del conflitto in Ucraina, come ha definito il Dipartimento di Stato americano. Al centro dei negoziati, che hanno visto protagonista il segretario di Stato Marco Rubio insieme al ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, l’istituzione di un “meccanismo di consultazione” per affrontare le tensioni tra Washington e Mosca. Un team di alto livello, composto da rappresentanti delle due potenze, avrà il compito di lavorare a una road map per porre fine alla guerra, garantendo una soluzione “duratura, sostenibile e accettabile per tutte le parti”, ha dichiarato la portavoce Tammy Bruce.

Tuttavia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso forti riserve sull’esclusione di Kiev dai negoziati. “Parlano senza di noi”, ha commentato, sottolineando come qualsiasi discussione sulla pace non possa prescindere dalla partecipazione diretta dell’Ucraina. Una posizione che riflette il timore di un accordo calato dall’alto, senza tenere conto delle esigenze e delle sofferenze di un paese ancora sotto attacco.

Marco Rubio, dal canto suo, ha ribadito la necessità di coinvolgere l’Unione Europea nel processo di pace. “L’Ue dovrà sedersi al tavolo a un certo punto”, ha affermato, ricordando come Bruxelles abbia imposto sanzioni alla Russia, diventando così un attore chiave nel conflitto. “Tutte le parti dovranno fare concessioni”, ha aggiunto, lasciando intendere che il cammino verso la pace sarà lungo e complesso.

Nonostante l’ottimismo di facciata, i dettagli sui possibili accordi restano nebulosi. Fonti diplomatiche hanno parlato di un piano in tre fasi, trapelato durante i colloqui e poi parzialmente smentito, che prevedrebbe un cessate il fuoco immediato, seguito da trattative territoriali e garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha negato l’esistenza di una proposta formale, mentre Lavrov ha minimizzato l’importanza delle indiscrezioni, definendole “speculazioni premature”.

Intanto, il conflitto continua a mietere vittime, con nuove offensive russe nel Donbass e attacchi missilistici su città ucraine. Le immagini di distruzione e le storie di chi ha perso tutto ricordano che, dietro ai negoziati e alle dichiarazioni diplomatiche, ci sono vite umane in bilico.

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