Colloqui Usa-Russia a Riad: un “passo monumentale” verso la pace
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Redazione Esteri
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I colloqui tra Stati Uniti e Russia, tenutisi a Riad sotto l’egida della diplomazia saudita, rappresentano un “passo veramente monumentale” verso la risoluzione del conflitto in Ucraina. A dichiararlo è stata Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, durante un’intervista a Fox News, sottolineando come l’incontro abbia segnato un momento cruciale nel dialogo tra le due potenze. L’evento, durato oltre quattro ore e mezza, ha visto protagonista il segretario di Stato americano, Marco Rubio, e il ministro degli Esteri russo, Sergeij Lavrov, seduti allo stesso tavolo nel Diriyah Palace, messo a disposizione dalla famiglia reale saudita.
Nonostante l’assenza di gesti plateali, come una stretta di mano davanti alle telecamere, l’incontro ha permesso alle parti di confrontarsi in modo diretto, affrontando temi spinosi che da mesi alimentano tensioni internazionali. Il Dipartimento di Stato Usa ha definito l’evento un «primo passo importante», pur precisando che una semplice telefonata o un incontro non bastano a garantire una pace duratura. La strada da percorrere, insomma, è ancora lunga e complessa, ma il fatto che Mosca e Washington abbiano ripreso a dialogare rappresenta di per sé un segnale incoraggiante.
Dal canto suo, Lavrov ha espresso soddisfazione per l’esito dei colloqui, affermando che «ci siamo ascoltati a vicenda» e che gli Stati Uniti sembrano aver compreso meglio la posizione russa. Queste parole lasciano trasparire un obiettivo prioritario per Mosca: tornare a trattare alla pari con Washington, riaffermando il proprio ruolo di potenza globale. Per la Russia, più che trovare una soluzione immediata al conflitto, conta riaprire un canale diplomatico che le consenta di negoziare da una posizione di forza.
L’incontro di Riad, tuttavia, non è stato solo un esercizio di diplomazia formale. Ha gettato le basi per possibili sviluppi futuri, tra cui un ipotetico faccia a faccia tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky. Un’eventualità che, sebbene non ancora concretizzata, potrebbe rappresentare un ulteriore tassello nel complicato puzzle della pace.
Intanto, l’Ucraina si trova in una posizione delicata, costretta a subire le decisioni prese altrove, lontano dai campi di battaglia e dai drammi quotidiani della popolazione. I colloqui di Riad, pur segnando un progresso, lasciano intravedere una realtà scomoda: il destino del Paese sembra sempre più legato alle dinamiche tra le grandi potenze, con Kiev relegata a un ruolo marginale nelle trattative.




