Borse europee in frenata dopo l'inflazione Usa, Milano scivola in negativo
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Redazione Economia
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L'inflazione americana torna a sorprendere al rialzo e raffredda gli entusiasmi sui mercati del Vecchio continente. A settembre l'indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è cresciuto del 3,7% su base annua, oltre le attese degli analisti che si fermavano al 3,6%, e in netta accelerazione rispetto al 3,4% registrato ad agosto. Su base mensile l'aumento è stato dello 0,6%, in linea con le previsioni ma sufficiente a riaccendere i timori sulla traiettoria dei tassi d'interesse.
Il dato, diffuso dal dipartimento del Lavoro, ha immediatamente ridotto i guadagni delle principali piazze europee, che avevano iniziato la seduta con un passo più deciso.
Milano in controtendenza
Piazza Affari è la maglia nera del panorama continentale: il Ftse Mib scivola in territorio negativo, con un ribasso dello 0,38%, mentre Londra e Francoforte restano sì in rialzo, ma di meno di mezzo punto percentuale. La migliore è Parigi, che guadagna lo 0,66% sostenuta dal comparto dell'aeronautica. A pesare sul listino milanese è soprattutto il settore bancario, finito sotto pressione per le vicende che riguardano Monte dei Paschi di Siena.
La doppia raccomandazione arrivata dai proxy advisor agli azionisti dell'istituto senese, che suggerisce di bocciare il piano dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio per reagire all'offerta di acquisto di Intesa Sanpaolo, ha innescato vendite diffuse sui titoli del credito.
Il risiko bancario agita Piazza Affari
La partita su Mps si gioca su più fronti e coinvolge l'intero comparto finanziario italiano. I proxy advisor Iss e Glass Lewis hanno invitato gli investitori istituzionali a votare contro le operazioni su Banco Bpm e Banca Generali, nonché contro la distribuzione di dividendi straordinari e l'aumento di capitale senza diritto di prelazione. Il nodo, secondo quanto emerge dalle raccomandazioni, riguarda il rapporto tra benefici attesi e rischi di esecuzione, con Siena chiamata a integrare due nuove banche mentre il riassetto di Mediobanca non è ancora completato.
L'assemblea dei soci è fissata per il 29 ottobre e da lì passerà il futuro del piano difensivo dell'istituto toscano, con l'offerta di Intesa Sanpaolo che resta sullo sfondo come alternativa per gli azionisti. Nel frattempo, il comparto bancario nel suo complesso arretra: Bper perde l'1,3%, Banco Bpm l'1,09%, mentre Intesa Sanpaolo e Unicredit cedono rispettivamente lo 0,4% e lo 0,7%.
Wall Street apre in calo, rendimenti in rialzo
Oltreoceano la reazione è altrettanto immediata. Wall Street ha aperto in territorio negativo, con l'S&P 500 che perde lo 0,4% e il Nasdaq Composite che arretra dello 0,6%, mentre il Dow Jones tiene meglio, cedendo lo 0,16%. Il dato sull'inflazione ha spinto al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro: il decennale è salito di oltre sette punti base al 5,293%, mentre il trentennale ha guadagnato oltre quattro punti base al 5,609%. Entrambi avevano toccato la scorsa settimana nuovi massimi da ventiquattro anni.
Sul mercato valutario il dollaro si è rafforzato, con l'euro sceso a 1,1135 sul biglietto verde, mentre lo spread tra Btp e Bund si attesta a 108 punti base. Il prezzo del petrolio resta su livelli elevati, con il Brent vicino ai 106,5 dollari al barile.
Le reazioni dalla Casa Bianca
Il direttore del National Economic Council, Kevin Hassett, ha commentato il dato definendolo "deludente" nel corso di un'intervista a Fox News. Il principale consigliere economico della Casa Bianca ha poi aggiunto che "la forza dell'economia è visibile e si ripercuote un po' anche sull'inflazione". Le dichiarazioni arrivano mentre i mercati scontano una probabilità intorno al 50% che la Federal Reserve proceda con un rialzo dei tassi nel corso del mese, in vista della riunione in agenda per il 28 ottobre.
A sostenere le aspettative di un possibile intervento restrittivo contribuisce anche la componente core dell'indice, che escludendo alimentari ed energia è salita del 2,6% su base annua, oltre le attese del 2,5%.
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