Mercato auto europeo, a settembre crescono le immatricolazioni ma i volumi restano bassi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato automobilistico europeo, dopo un periodo di stasi persistente, ha mostrato a settembre un segnale di ripresa, sebbene non sufficiente a colmare il divario accumulato negli anni più recenti. Le immatricolazioni, che nell’Unione Europea hanno raggiunto le 888.672 unità, sono cresciute del 10% rispetto allo stesso mese del 2024, un dato che, seppur positivo, deve essere interpretato con la dovuta cautela. Questo incremento, infatti, non basta a compensare la flessione generale registrata da inizio anno, la quale si attesta su un esiguo +0,9%, a riprova di una convalescenza ancora fragile e di un settore che fatica a ritrovare una piena solidità. Le cause di questa lenta risalita, del resto, sono da ricercarsi in un contesto industriale complesso, caratterizzato da riduzioni della produzione e da riassetti del personale in varie nazioni del Vecchio Continente.

Il quadro generale e il confronto con il periodo pre-pandemia

Allargando lo sguardo all’intera area Europa, comprendente anche i Paesi Efta e il Regno Unito, il numero totale di vetture immatricolate a settembre è stato di 1.236.876, con un aumento del 10,7% su base annua. Un rimbalzo deciso, che tuttavia non deve trarre in inganno, poiché il confronto con l’epoca antecedente alla pandemia rivela una situazione ancora critica. Rispetto a settembre 2019, infatti, il mercato segna un -3,8%, un dato che diventa ancor più significativo se si considera l’intero arco dei primi nove mesi del 2025, dove il calo rispetto allo stesso periodo del 2019 si amplia fino a toccare il -18,1%. Ciò evidenzia come la strada verso un completo recupero dei volumi, nonostante i recenti incoraggianti segnali, sia ancora lunga e irta di ostacoli.

La transizione elettrica e le performance dei costruttori

All’interno di questo quadro in lenta evoluzione, si consolida ulteriormente la transizione verso le alimentazioni alternative, con le auto elettriche e ibride che continuano a guadagnare quote di mercato. La propulsione ibrida, in particolare, si conferma come la tecnologia di punta, dominando le scelte degli automobilisti europei. Tra i costruttori, le performance sono state difformi: Stellantis ha registrato una crescita delle immatricolazioni pari all’11,5%, superando la media di settore, mentre Tesla ha visto un calo del 10,5%, un segnale di come la competizione nel segmento dei veicoli a batteria si stia facendo sempre più agguerrita. Questi andamenti, che si inseriscono in un panorama di ristrutturazioni produttive, contribuiscono a delineare un mercato in profonda trasformazione, dove i tradizionali equilibri sono costantemente messi in discussione.

Le prospettive e le criticità da superare

La timida ripresa di settembre, se da un lato infonde un cauto ottimismo, dall’altro non basta a nascondere le criticità strutturali che affliggono il comparto. La domanda, seppur in risalita, rimane al di sotto dei livelli pre-crisi, e la produzione industriale, come accennato, deve fare i conti con una fase di riassetto che coinvolge l’intera filiera. La crescita delle alimentazioni a basso impatto ambientale, sebbene trainante, deve inoltre confrontarsi con sfide importanti, che vanno dall’adeguamento delle infrastrutture di ricarica all’evoluzione delle politiche industriali nazionali. In questo contesto, il dato cumulato dei primi nove mesi, che fa registrare 9.928.527 immatricolazioni con un incremento dell’1,5% su base annua, rappresenta la fotografia di un settore che cerca faticosamente di riprendere slancio in uno scenario economico ancora incerto.

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