Mercato auto europeo, a settembre crescono le immatricolazioni ma il settore fatica a tornare ai livelli pre-pandemia
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Redazione Economia
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Il comparto automobilistico europeo, nonostante un settembre particolarmente vivace che ha fatto registrare un incremento delle immatricolazioni superiore al dieci percento, stenta a ritrovare il vigore che lo caratterizzava prima della crisi globale, mostrando anzi, nel confronto con il 2019, un calo che si avvicina al venti percento. I dati relativi ai primi nove mesi del 2025, sebbene segnino una timida crescita dello 0,9% nell'Unione Europea e dell'1,5% considerando un'area più ampia che include anche i paesi Efta e il Regno Unito, confermano una ripresa ancora fragile e incompleta, la quale, per essere sostenuta, si affida in misura sempre maggiore alle vetture a basso impatto ambientale. Le elettriche, infatti, hanno fatto registrare a settembre una performance molto positiva, con un balzo del 25,4%, ma è l'intera categoria delle alimentazioni alternative a trainare la transizione del parco circolante.
Il motore ibrido spinge la ripresa
Se le auto completamente elettriche segnano il passo più deciso, sono le vetture ibride a costituire, al momento, il vero traino per le case costruttrici, le quali stanno investendo massicciamente in questa tecnologia considerata un ponte essenziale verso la pura elettrificazione. Questo trend, del resto, riflette non solo l'offerta sempre più diversificata dei produttori ma anche le perplessità di alcuni consumatori riguardo all'autonomia e alla diffusione delle colonnine di ricarica, fattori che rendono l'ibrido una scelta percepita come più pratica e immediata. La crescita di questo segmento, che si inserisce in un quadro generale di lenta risalita, contribuisce a mitigare le perdite registrate invece per i modelli con motori tradizionali a benzina e diesel, i quali continuano a cedere quote di mercato.
L'Italia marcia a ritmi differenti
La fotografia del mercato italiano, se paragonata a quella europea, presenta delle nuances differenti, con le immatricolazioni a settembre che hanno segnato un +4,2%, un dato positivo ma comunque inferiore alla media dei principali partner. Nei primi nove mesi dell'anno, il bilancio per il nostro paese è addirittura in territorio negativo, con un calo del 2,9% che evidenzia come la ripresa non sia uniforme e come le dinamiche nazionali, probabilmente influenzate da fattori economici locali e dagli incentivi governativi, giochino un ruolo determinante. Ne consegue che il totale delle vetture immatricolate da gennaio a settembre in Italia si attesta a poco più di un milione e centosessantamila unità, un volume che conferma le difficoltà di un settore cruciale per l'economia.
Un'espansione che non cancella le criticità strutturali
Il rimbalzo di settembre, seppur significativo, non basta a colmare il divario accumulato in anni di crisi, come sottolineato dall'ANFIA attraverso le parole del suo rappresentante, il quale ha parlato di un'Europa automobilistica che "fatica a ripartire". Il tasso di crescita annuale composto, calcolato nel periodo che va dal 2019 al 2025, risulta infatti negativo, attestandosi a -3,3%, un numero che sintetizza meglio di ogni altro la contrazione strutturale che il mercato sta affrontando. Questo significa, in termini pratici, che nei primi tre trimestri del 2025 è stato immatricolato quasi un quinto di auto in meno rispetto allo stesso arco temporale del 2019, un dato che getta un'ombra sui recenti, seppur confortanti, segnali di ripresa.




