Niscemi, il presidente Schifani consegna al sindaco Conti i sedici alloggi Iacp per gli sfollati della frana

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Correva il 25 gennaio quando il versante meridionale di Niscemi, quello che digrada verso la valle del Maroglio, cominciò a scivolare via con un fronte di quasi quattro chilometri e scarpate che in poche ore superarono i cinquanta metri d’altezza -4-8. Oggi, a distanza di poco più di due settimane da quel collasso che ha costretto alla ricollocazione millecinquecentoquaranta residenti censiti, la Regione Siciliana ha materialmente consegnato al primo cittadino Massimo Conti le chiavi — concettuali ma anche fisiche, dopo il sopralluogo del governatore in un appartamento già visitato — di sedici immobili popolari destinati ad accogliere quanti hanno dovuto abbandonare le loro case -2-10.

La delega al sindaco e la distribuzione territoriale degli alloggi

Gli alloggi, tutti di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari di Caltanissetta e individuati al termine delle verifiche condotte dalla cabina di regia insediata per l’emergenza, non sorgono però unicamente nel centro nisseno -6. Tre unità abitative sono state reperite all’interno del medesimo territorio comunale e, una volta completati alcuni interventi di adeguamento la cui consegna è stimata in quindici giorni, verranno assegnate direttamente dal sindaco in qualità di soggetto attuatore espressamente delegato dal presidente Renato Schifani; le altre tredici si distribuiscono invece nel comprensorio, e più precisamente sei risultano a Gela, quattro a Mazzarino e tre a Butera, con tempistiche tecniche che slittano a trenta giorni per l’effettiva disponibilità -2-6-10.

È lo stesso presidente della Regione, che nella mattinata dell’undici febbraio ha rinunciato alla presenza alla Bit di Milano per compiere un nuovo sopralluogo in provincia di Caltanissetta, a precisare come la logica sottesa all’intera operazione risieda in un decentramento amministrativo capace di velocizzare procedure altrimenti farraginose: il sindaco Conti, che già ieri aveva riferito alla commissione Ambiente della Camera circa le quattrocentosessantaquattro istanze pervenute per il contributo di autonoma sistemazione, opererà a nome del governatore tanto nella gestione dei fondi — parametrati da quattrocento a novecento euro mensili per nucleo familiare in ragione della composizione — quanto nell’individuazione degli aventi diritto e nell’assegnazione degli immoboli stessi -1-2-10.

Il meccanismo dei rimborsi e il fondo straordinario da mezzo miliardo

Parallelamente alla ricollocazione fisica, e anzi con una priorità dichiaratamente rivolta alla liquidità immediata, il governo regionale ha attivato il meccanismo dei rimborsi per l’autonoma sistemazione: non occorrerà stipulare contratti d’affitto formalizzati, essendo sufficiente l’ordinanza di sgombero a legittimare la richiesta del contributo che il sindaco, da oggi delegato alla spesa, potrà erogare in tempi definiti dallo stesso Schifani come “immediati” -1-8. Si tratta di somme, ha tenuto a rimarcare il presidente durante la riunione operativa cui hanno preso parte il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il coordinatore Duilio Alongi, rappresentanti della Prefettura, dell’Esercito e della Protezione civile nazionale, che non sono state distratte da investimenti programmati bensì individuate tra residui di misure non utilizzate e accantonamenti preesistenti -1-2.

Nei giorni immediatamente precedenti, e precisamente il nove febbraio, la giunta Schifani aveva peraltro deliberato l’istituzione di un fondo straordinario complessivo di cinquecentocinquantotto milioni di euro destinato a fronteggiare in maniera strutturale non soltanto le conseguenze della frana di Niscemi ma anche i devastanti effetti del ciclone Harry che tra il 19 e il 21 gennaio aveva flagellato le coste siciliane; risorse, queste, provenienti dalla programmazione complementare del Fesr e del Fse 2021-2027 e rese disponibili grazie alla revisione di medio termine, che vanno ad aggiungersi ai novantatré milioni già stanziati nell’immediatezza per gli interventi più urgenti -3-5-10.

I cinquanta metri inagibili e il monitoraggio del fronte franoso

Durante l’audizione alla Camera il sindaco Conti ha dovuto certificare una realtà che i tecnici e i geologi avevano già inequivocabilmente rappresentato: la fascia immediatamente prossima al fronte di distacco, stimata in una profondità di cinquanta metri, non potrà mai più essere rioccupata, né oggi né in alcun futuro prevedibile, e ciò impone una riflessione non più rinviabile circa la delocalizzazione definitiva di decine di nuclei familiari le cui abitazioni, pur formalmente integre, sono sospese su una scarpata che dopo il 25 gennaio ha assunto un’inclinazione incompatibile con qualsiasi ipotesi di stabilità -7-8-10. Il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, anch’egli presente nei sopralluoghi congiunti con il presidente Schifani, ha anzi precisato che novantanque famiglie non potranno fare ritorno nelle loro case e che per esse si sta già definendo un piano di allocazione definitiva anche attraverso ulteriori immobili Iacp -7.

Il movimento franoso, che ha riattivato un dissesto già perimetrato nel 2006 dal Piano assetto idrogeologico con classificazione di pericolosità P4 e che nel 1997 aveva provocato l’evacuazione di quattrocento persone, pare oggi aver rallentato la propria corsa verso valle; le scarpate principali, cresciute dai sei metri iniziali agli oltre cinquanta metri del 26 gennaio, non mostrano al momento evidenti segni di ulteriore retrogressione, sebbene la Società Geologica Italiana abbia ribadito come l’assenza di una cartografia moderna alla scala 1:50.000 per gran parte del territorio nazionale abbia storicamente impedito una prevenzione efficace in aree, come quella nissena, già note per la loro acclarata fragilità -4-9.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.