L’ultima mossa di Buffett: via Amazon, dentro il New York Times
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Redazione Economia
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Il sessantennale regno di Warren Buffett alla guida di Berkshire Hathaway, conclusosi ufficialmente il 31 dicembre del 2025 con il passaggio del testimone a Greg Abel, ha regalato agli osservatori un’ultima, significativa lezione di strategia finanziaria. L’ultimo report 13F depositato presso la Sec, che fotografa le partecipazioni azionarie del colosso al termine del quarto trimestre, rivela una serie di operazioni di alleggerimento su posizioni tecnologiche di primo piano, accompagnate da un inatteso ritorno a un vecchio amore: i giornali. La holding, nella sua fotografia di fine anno, ha infatti aperto una nuova posizione sul Titolo del New York Times Company, stanziando un investimento di circa 352 milioni di dollari che ha subito spinto al rialzo il titolo dell’editore, con un balzo netto nelle contrattazioni after-hours -3-5.
L’operazione più sa, in termini di ridimensionamento, ha riguardato Amazon. Berkshire ha dismesso qualcosa come il 77% della propria partecipazione nel colosso dell’e-commerce e del cloud, riducendo la propria esposizione da circa dieci milioni di azioni a poco più di due milioni, un taglio drastico che ha portato il peso del titolo in portafoglio dallo 0,82% allo 0,19% -1-2. Se la mossa su Amazon è apparsa repentina, prosegue invece il graduale alleggerimento su Apple. Per il terzo trimestre consecutivo, la holding ha ridotto la propria montagna di azioni della Mela, vendendone oltre dieci milioni nel solo quarto trimestre, una riduzione del 4,3% -4-10. Nonostante questi tagli, il colosso di Cupertino rimane saldamente il primo titolo in termini di peso specifico nel portafoglio Berkshire, a testimonianza di una fiducia di fondo che non viene meno nonostante le prese di profitto.
Un segnale che arriva dalla carta stampata
La scelta di puntare sul New York Times, come notano gli analisti, non è solo una decisione finanziaria, ma porta con sé un valore quasi simbolico, considerando chi l’ha presa. Buffett, che da ragazzo faceva il giornalaio e che ha sempre avuto un debole per l’industria dei quotidiani, aveva venduto l’intero ramo editoriale di Berkshire nel 2020, cedendo testate come il suo Omaha World-Herald alla Lee Enterprises. Il suo ritiro, scandito da quest’ultima mossa, lo vede quindi tornare a scommettere su un nome che lui stesso, in passato, aveva indicato come uno dei pochi sopravvissuti nell’ecosistema dell’informazione, capace di sviluppare un modello digitale sufficientemente solido da compensare il declino della carta.
Il riassetto del portafoglio tecnologico
Parallelamente a queste operazioni principali, il report evidenzia come nel quarto trimestre Berkshire abbia proseguito nel suo riassetto, vendendo anche una fetta consistente delle azioni Bank of America, con un taglio di quasi il 9% che ha ridotto la partecipazione a circa 517 milioni di azioni. Dall’altro lato, la holding ha incrementato le sue posizioni in settori più tradizionali e difensivi, come l’energia con Chevron e le assicurazioni con Chubb, e ha aggiunto qualche altra pedina minore come Domino‘s Pizza. La finestra sul portafoglio fornita dal 13F, pur non potendo rivelare le motivazioni precise dietro ogni singola operazione, disegna il profilo di un gestore che, anche all’ultimo giro di boa, ha continuato a muovere i fili con la sua caratteristica miscela di pragmatismo e lungimiranza, guardando a settori, come quello dell’informazione di qualità, che molti davano per spacciati.




