L’ultima mossa di Buffett: taglio drastico su Amazon e Apple, nel mirino finisce il New York Times
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Redazione Economia
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L’ultimo trimestre di Warren Buffett alla guida di Berkshire Hathaway, prima del passaggio di consegne ufficiale a Greg Abel avvenuto il primo gennaio del 2026, è stato tutto fuorché un periodo di ordinaria amministrazione. La holding di Omaha, come emerge dai documenti depositati presso la Sec relativi al quarto trimestre del 2025, ha operato una significativa ristrutturazione del proprio portafoglio, riducendo in maniera sostanziale l’esposizione su due colossi tecnologici del calibro di Amazon e Apple, per puntare, sorprendentemente, su un nome del settore media: il New York Times -3-5.
La dismissione più eclatante riguarda il colosso dell’e-commerce fondato da Jeff Bezos. Berkshire ha liquidato circa il 77% della propria partecipazione in Amazon, un'operazione che, in termini concreti, si traduce nella vendita di 7,7 milioni di azioni, riducendo la quota detenuta da 10 a 2,3 milioni di titoli per un controvalore di circa 1,7 miliardi di dollari -1-3. Una mossa che assume contorni particolarmente significativi se si considera che lo stesso Buffett, nel 2019, quando la holding acquistò per la prima volta il Titolo, aveva pubblicamente ammesso di essere stato "un idiota" a non averlo fatto prima, riconoscendo di aver sottovalutato la capacità dell'azienda di generare valore -3-5.
Parallelamente, prosegue il disimpegno da Apple, un trend ormai consolidato da diversi trimestri. Sebbene il colosso di Cupertino rimanga saldamente il primo titolo in portafoglio per Berkshire, con un peso che rappresenta circa il 22% del totale degli investimenti e un valore di 62 miliardi di dollari, la holding ha ulteriormente ridotto la propria esposizione del 4% nel corso degli ultimi tre mesi del 2025 -1-3. Un taglio che, seppur meno drastico di quello riservato ad Amazon, conferma una volontà di riequilibrare un portafoglio forse ritenuto eccessivamente concentrato sui giganti della tecnologia, nonostante la loro indiscutibile redditività.
Un ritorno all'editoria (con i numeri giusti)
La vera novità, quella che ha catturato l'attenzione degli analisti, è il ritorno di Buffett nel settore dei giornali, un comparto che aveva di fatto abbandonato nel 2020 con la cessione delle testate locali al gruppo Lee Enterprises. Berkshire ha aperto una nuova posizione sul *New York Times*, acquistando poco più di 5 milioni di azioni per un investimento complessivo che si aggira attorno ai 350-370 milioni di dollari, pari a circa il 3,1% della testata newyorkese. Una cifra che, nel quadro delle operazioni della holding, rappresenta una scommessa mirata e ben definita.
Non si tratta, a ben guardare, di una nostalgia per la carta stampata, quanto piuttosto di un investimento in un modello di business che di tradizionale, ormai, ha ben poco. Il New York Times ha saputo costruire negli anni una solida piattaforma digitale basata su abbonamenti ricorrenti, un fatturato digitale che supera i due miliardi di dollari e margini operativi in salute -3. Un modello che ben si sposa con la filosofia di Buffett, da sempre alla ricerca di aziende con un vantaggio competitivo durevole, capacità di determinare i prezzi e flussi di cassa prevedibili. L'investimento, peraltro, ha già sortito i suoi effetti sul mercato, con il titolo del quotidiano che ha registrato un deciso rialzo nelle contrattazioni after-hours subito dopo l'annuncio -3-5.
Le altre regolazioni del portafoglio
Nel quadro più ampio delle movimentazioni del quarto trimestre, emerge anche una gestione attiva di altre partecipazioni rilevanti. Prosegue, ad esempio, la riduzione dell'esposizione su Bank of America, le cui azioni sono state ulteriormente tagliate, portando la quota detenuta al di sotto del 7% e facendo scivolare l'istituto di credito al terzo posto tra le principali partecipazioni, superato da American Express. Un alleggerimento che, nell'arco di un anno e mezzo, ha portato Berkshire a dimezzare quasi la propria presenza nel capitale della banca.
Sul versante opposto, si registrano incrementi in settori più tradizionali e legati alle materie prime e all'energia. La holding ha aumentato le proprie quote in Chevron, il colosso petrolifero, e nella compagnia assicurativa Chubb, confermando un interesse per asset considerati più resilienti o anticiclici -3. Questa serie di operazioni, l'ultima firmata dall'orma ex amministratore delegato Buffett, delinea il perimetro di un passaggio di testimone tutt'altro che statico, consegnando al successore Greg Abel un portafoglio riorientato e una montagna di liquidità da impiegare, come dimostrano anche le recenti indiscrezioni su un possibile rinnovato interesse per lo shopping, con un accordo da quasi dieci miliardi nel settore petrolchimico di Occidental Petroleum -3.




