Bernini attacca le commemorazioni del 2 agosto: "A Bologna comiziaccio politico, non omaggio alle vittime"
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Redazione Interno
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La ministra Anna Maria Bernini, intervenendo agli Stati generali del Mezzogiorno di Forza Italia a Reggio Calabria, ha duramente criticato le celebrazioni per il 45esimo anniversario della strage di Bologna, definendole un "comiziaccio politico" piuttosto che un tributo alle vittime. "Quello a cui ho assistito ieri non è stato un omaggio ai morti, ma un dibattito che parlava del presidente del Consiglio, del presidente del Senato, del decreto sicurezza e della separazione delle carriere", ha affermato, sottolineando di aver sentito "poco onorare le vittime e molto fare propaganda".
Bernini, presente sul palco durante la cerimonia, ha ammesso di aver trovato difficile restare al proprio posto, pur mantenendo un atteggiamento istituzionale. "La mia domanda al governo è: se questo accade, mi autorizzate ad alzarmi e andarmene?", ha chiesto, lasciando trasparire il disagio per un evento che, a suo dire, avrebbe dovuto concentrarsi esclusivamente sulla memoria dei caduti.
Intanto, tra le migliaia di persone che hanno partecipato al corteo, c’era Cristina, sorella di Davide Caprioli, una delle 85 vittime dell’attentato. Con sé portava la chitarra del fratello, l’unico oggetto rimasto di lui, avvolta in una coccarda tricolore. "Mio fratello fu colpito in pieno dalla bomba – ha raccontato – l’ho portata per ricordarlo". Un gesto semplice e potente, che contrasta con le polemiche sollevate dalla ministra, e che riporta l’attenzione su una tragedia ancora viva nel ricordo di chi l’ha vissuta.




