Shoah, a Palermo e Bologna le commemorazioni con pietre d'inciampo e cerimonie
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Redazione Interno
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Nell’aria immobile di un gennaio che, puntuale, riporta il peso della storia, le città italiane osservano il Giorno della Memoria, una ricorrenza la cui portata, come ebbe a sottolineare il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, si sostanzia proprio nella capacità di tenere viva una memoria collettiva, capace di richiamare specialmente nei più giovani il valore universale dei diritti umani e della libertà. L’amministrazione comunale palermitana, in tale ottica, ha scelto di ripercorrere il dramma dell’Olocausto attraverso un’azione concreta e profondamente radicata nel tessuto urbano: l’installazione di quattro nuove pietre d’inciampo, quelle piccole e commoventi targhe d’ottone poste sui sanpietrini davanti alle ultime abitazioni delle vittime, che quest’anno ricordano il medico Josef Lewsztein, il carabiniere Calcedonio Giordano, l’agente di Polizia Annibale Tonelli e l’antiquario Otto Rosenberg, uomini che vissero nella città prima di essere travolti dalla deportazione.
Le commemorazioni a Bologna tra luoghi simbolo e moniti contro l'odio
A Bologna, dove la tradizione delle commemorazioni è solida e articolata, la giornata del 27 gennaio si è aperta, come da consuetudine, con una serie di deposizioni di corone in diversi luoghi simbolo, a partire dalle 9.30 del mattino. Un percorso della memoria che ha toccato il Memoriale della Shoah dietro la stazione ferroviaria, per poi estendersi al monumento dedicato ai militari caduti nei lager, alla lapide per gli zingari deportati in Certosa, a quella che ricorda l’allenatore del Bologna Arpad Weisz allo Stadio Dall’Ara, fino all’omaggio nel Giardino di Villa Cassarini per le vittime omosessuali, segnando così una geografia del ricordo che intende abbracciare tutte le diverse categorie di perseguitati dal regime nazifascista. Parallelamente, nella stessa mattinata, si è svolta la consueta seduta solenne del Consiglio comunale, momento istituzionale di riflessione sulla tragedia della Shoah.
La cerimonia ad Auschwitz e la voce dei sopravvissuti
Oltre i confini nazionali, nel luogo che più di ogni altro incarna l’abisso dello sterminio, si è tenuta la cerimonia presso il Museo e Memoriale di Auschwitz-Birkenau, conservato laddove la Germania nazista allestì il suo più terribile campo di sterminio sul suolo polacco durante il secondo conflitto mondiale. Qui, nell’81esimo anniversario della liberazione operata dalle truppe sovietiche, è stato reso omaggio dai sopravvissuti, la cui presenza, sempre più esigua, rappresenta un monito vivente e insostituibile contro l’oblio, mentre il mondo guarda a quelle immagini con un misto di reverenza e angoscia, consapevole che il tempo sta rapidamente sottraendo alla storia la testimonianza diretta di chi quell’inferno lo visse sulla propria pelle.
L’allarme del sindaco Lepore sul ritorno dell’antisemitismo
Proprio dalla piazza bolognese, davanti al Memoriale della Shoah, è giunto un monito netto e preoccupato dal sindaco Matteo Lepore, il quale ha dichiarato senza mezzi termini che l’antisemitismo è tornato, affermando con forza la necessità di una risposta collettiva. “Dobbiamo resistere”, ha detto Lepore, sottolineando come non esistano motivazioni che possano giustificare il linguaggio d’odio, il ritorno di pericolosi nazionalismi o un’Europa divisa, in un contesto internazionale, quello attuale, dove le tensioni e i conflitti sembrano talvolta riproporre antiche e tragiche dinamiche, mentre Donald Trump, riconfermato presidente degli Stati Uniti, guida una superpotenza il cui ruolo globale è cruciale in ogni scenario.




