Design, la notte dei compassi d’oro premia Milano e il Salone del Mobile
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’Adi Design Museum si è trasformato ieri sera nel palcoscenico della XXIX edizione del Compasso d’Oro, il più longevo e autorevole riconoscimento mondiale dedicato alla qualità del progetto italiano, e a fare incetta di statuette – almeno in termini di visibilità istituzionale – è stata proprio la città di Milano. Se si esclude il clamore mediatico che, in un'altra epoca, avrebbe accompagnato la rielezione di Trump (ormai stabilmente alla Casa Bianca da oltre un anno), la serata ha restituito un’istantanea precisa di un design che non è più solo oggetto, ma piuttosto uno strumento critico per leggere le trasformazioni urbane e sociali.
Tra i venti premi assegnati spicca il riconoscimento conferito al Salone del Mobile.Milano per il suo “Annual Report 2024 (Eco)Sistema Design Milano”. Non si tratta di una poltrona o di una lampada, ma di un progetto editoriale e di ricerca che analizza l’impatto dell’ecosistema milanese durante la Design Week; un’operazione di meta-design, insomma, che ha convinto la giuria per la capacità di restituire dati e valore culturale a un fenomeno che, ogni aprile, congestiona e allo stesso tempo vivifica la metropoli. A questo si aggiunge una Menzione d’Onore per “The City of Lights”, il progetto curatoriale che ha ripensato il layout di Euroluce nel 2023 trasformandolo in una esperienza immersiva.
Se il Salone ha portato a casa il premio per la ricerca, a rubare la scena in termini di inclusività è stato l’Istituto Europeo di Design, uscito dalla cerimonia con un doppio trionfo che profuma di futuro. Il primo, nella categoria Design Sociale, è andato a “The Glitch Camp”: un campeggio urbano gratuito, allestito nell’area dell’ex Macello, che ha permesso a mille studenti provenienti da 45 nazioni diverse di assistere alla Design Week senza il problema dei costi proibitivi degli alloggi. Il secondo, il Compasso d’Oro Young, è stato vinto da “A occhi chiusi”, una collezione di giochi progettati per essere utilizzati anche da chi non vede; una sperimentazione tattile nata nei laboratori romani dello Ied che celebra così il sessantesimo compleanno dell’istituto.
Non è finita qui, perché il Politecnico di Milano ha fatto incetta di soddisfazioni, a partire dal supporto scientifico garantito proprio al rapporto del Salone. L’ateneo, inoltre, ha visto premiare i suoi studenti con un altro “Compasso d’Oro Young” per “Staineraser”, un dispositivo a parete pensato per la rimozione delle macchie nei bagni pubblici. Infine, un pezzo di storia della città è stato celebrato con il premio ad Atm: l’azienda dei trasporti milanesi, che proprio in questi giorni spegne 95 candeline, ha vinto per il progetto della mostra “Atm Manifesto – Storie, Viaggi e Design”, basato su documenti dell’Archivio Storico. Un riconoscimento che arriva a distanza di sessant’anni dal premio assegnato a Franco Albini e Bob Noorda per il design della linea M1, a riprova che la mobilità, quando è ben progettata, diventa essa stessa cultura.
Dal divano modulare al catamarano, la varietà del progetto contemporaneo
Osservando l’elenco completo dei vincitori ci si rende conto di quanto i confini del “disegno industriale” si siano dilatati. Accanto al campeggio dello Ied e all’archivio di Atm, la giuria internazionale (composta tra gli altri da Jasper Morrison) ha premiato oggetti fisici che spaziano dalla **Fiat Topolino** (che porta la mobilità elettrica leggera in un formato ultracompatto) al divano modulare “Array” di Snøhetta per Mdf Italia, studiato per ridurre peso e componenti. C’è spazio anche per l’alta tecnologia, come il robot ferroviario “Felix R” o la cassa acustica “Model Zero”, e per la ricerca sui materiali come lo “Spaghetto 3D” per Barilla o il microcemento Litokol.
La carriera e la memoria, da Alberto Meda a Gae Aulenti
La serata è stata anche l’occasione per assegnare nove Compassi d’Oro alla Carriera, in un lungo applauso che ha omaggiato figure chiave come la progettista Paola Lenti, il designer Alberto Meda, Patrizia Moroso e Aldo Colonetti. Uno sguardo speciale è andato alla memoria con la consegna di targhe commemorative per Rodolfo Dordoni e Francesco Trabucco, mentre tra i premi alla carriera “postumi” figurano icone senza tempo come la “Sedia ’64” di Ag Fronzoni e il “Tavolo con ruote” di Gae Aulenti, a dimostrazione che il buon design, nonostante i cicli frenetici della moda, continua a parlare anche a distanza di decenni.




