Milano, l’inchiesta sulle escort e il gas che cancella le tracce tra i calciatori di serie A

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non c’è reato, nell’ordinanza firmata dal gip Chiara Valori, che possa essere direttamente ascritto a loro. Nessuna maglia è stata trasformata in manette, né i loro nomi figurano tra gli indagati; li si intravede solo in quei fogli dove vengono definiti, con un eufemismo che sa di formula legale, "clienti facoltosi". Eppure, è proprio intorno a loro – una settantina di calciatori, in gran parte militanti nel campionato di serie A – che ruota la recente operazione della Procura di Milano, quella che ha portato agli arresti domiciliari per quattro persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. Al centro della vicenda c’è la Ma.De Milano, una società di Cinisello Balsamo che dietro la facciata di un’agenzia di eventi e pubbliche relazioni avrebbe costruito un sistema su misura per i ricchi e famosi, capace di offrire molto più di una semplice serata nei locali di tendenza.

La droga "invisibile" e l’effetto che scompare nel sangue

Tra gli elementi che hanno alimentato la curiosità dell’inchiesta, c’è un dettaglio tecnico che trasforma la cronaca in una questione scientifica: l’uso del protossido d’azoto, meglio noto come gas esilarante. Questa sostanza, frutto della combinazione di ossigeno e azoto, viene utilizzata abitualmente in ambito medico come anestetico, ma nelle mani sbagliate diventa una droga ricreativa capace di innescare euforia e risate incontrollabili. Il problema, o il vantaggio a seconda del punto di vista, è che i suoi effetti svaniscono in pochi minuti, esattamente come il gas stesso, il quale non lascia tracce nel sangue né nell’apparato respiratorio. Un’invisibilità che lo rende particolarmente "gradito" a chi, come un atleta professionista, è sottoposto a controlli antidoping periodici e rigorosi: non essendo rilevabile, sfugge alle sanzioni, ma non per questo è innocuo. Come spiega Carlo Locatelli, direttore del Centro antiveleni di Pavia, il protossido d’azoto danneggia il sistema nervoso centrale e periferico perché inattiva la vitamina B12, provocando formicolii, debolezza muscolare e, nei casi più gravi, problemi di deambulazione o paralisi; effetti permanenti, questi sì, che restano ben oltre la breve durata dell’ebbrezza.

Dalle notti in lockdown alle chat che raccontano una gravidanza

Quello che gli inquirenti hanno ricostruito, attraverso intercettazioni e testimonianze, è un meccanismo collaudato che funzionava anche durante i mesi del lockdown, quando il resto del Paese era fermo. Gli indagati avrebbero organizzato veri e propri pacchetti "all inclusive" per i loro clienti: si iniziava con una bottiglia di champagne in un locale esclusivo come il Just Cavalli o il Ceresio, circondati da "ragazze immagine", per poi concludere la serata in una camera d’albergo di lusso, dove l’accompagnamento di una giovane escort era spesso preceduto dall’inalazione del gas contenuto in semplici palloncini. A gettare ulteriore luce sul giro, c’è anche la conversazione di una delle ragazze, rimasta incinta, che cerca di risalire alla data precisa dell’incontro per capire quale cliente possa essere il padre, un frammento di realtà che restituisce il peso umano della vicenda al di là delle luci della ribalta. La procura guidata da Bruna Albertini ha quantificato il profitto illecito in oltre 1,2 milioni di euro, gran parte dei quali provenienti proprio dai bonifici effettuati dagli sportivi, per un importo che supera i 450mila euro solo nelle casse degli organizzatori.

L’ironia di Fiorello e la normalità di un sistema raccontato dai media

Mentre la notizia rimbalzava sui telegiornali, a commentarla con la consueta ironia ci ha pensato Fiorello, il quale, durante la trasmissione "La Pennicanza" su Rai Radio 2, ha scherzato con Fabrizio Biggio sul fatto che gli investigatori si sarebbero accorti del coinvolgimento dei calciatori perché questi ultimi richiedevano appuntamenti della durata di novanta minuti, quasi come una partita di calcio, scherzando persino sulla presenza del Var per rivedere alcuni momenti. Una battuta, quella del noto showman, che ha fatto sorridere, ma che non cancella la sostanza dei fatti: c’è un’inchiesta in corso, ci sono quattro arresti, e c’è un elenco di atleti che, pur non essendo indagati, si sono trovati al centro di un turbine mediatico per la loro capacità di spendere migliaia di euro in una notte, acquistando compagnia e sostanze che alterano la mente. Come ha osservato Umberto Baldo in un suo intervento, "ogni tanto il Paese si sveglia e finge di aver scoperto qualcosa", quasi che il legame tra calcio, notti brave e denaro facile fosse una novità. E forse è proprio questa finzione collettiva a rendere la vicenda più inquietante della semplice somma dei reati contestati.

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