Truffa agli anziani, il call center della paura nel centro di Napoli: dieci arresti e mezzo milione di euro sparito
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Redazione Interno
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Non c’era solo la voce, spesso artefatta da un finto raffreddore per mascherare le inflessioni dialettali, dietro le centosedici truffe che hanno dissanguato i risparmi di altrettanti anziani in tutta Italia; c’era una regia precisa, con tanto di “ufficio” stampa interno – anzi, di produzione – che imponeva ai propri affiliati di documentare con un video la riuscita del raggiro, una sorta di prova tangibile da consegnare ai vertici per certificare il colpo. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tivoli hanno smantellato questa mattina l’organizzazione, dando esecuzione a un’ordinanza cautelare firmata dal G.I.P. del Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura: dieci le persone finite in manette, accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione aggravata.
Il covo in un B&b e il metodo del finto nipote in lacrime
L’indagine, come si legge nel portale dell’Arma, è scattata nel giugno del 2022 dopo l’arresto di una ventisettenne e di un cinquantanovenne sorpresi a consumare una truffa a Guidonia Montecelio, nella provincia di Roma. Da quel primo tassello gli investigatori hanno ricostruito un’architettura criminale ramificata, con base operativa in un bed & breakfast del centro storico di Napoli: lì, in quella che di fatto era una centrale operativa, alcuni addestrati telefonisti lavoravano a turni per terrorizzare le vittime. Si spacciavano per figli o nipoti in difficoltà – magari dopo un finto incidente o un arresto improvviso – e, quando necessario, per marescialli dei carabinieri o direttori di posta, con un copione collaudato che prevedeva richieste di denaro immediato da consegnare a un corriere.
Trasfertisti e auto a noleggio: la logistica del bottino
L’organizzazione, attiva tra febbraio 2022 e marzo 2023, aveva una struttura quasi aziendale: una sezione si occupava di procurare auto a noleggio e cellulari “usa e getta” per i trasfertisti, quelli che fisicamente si presentavano sotto casa dell’anziano per arraffare i risparmi. A questi ultimi, spesso giovani reclute spedite in tutta Italia – dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, passando per le regioni centrali – veniva imposto di filmare la consegna del malloppo, una sorta di garanzia video che impediva ai corrieri di trattenere per sé parte del denaro. I carabinieri hanno accertato un giro d’affari illecito superiore a mezzo milione di euro, frutto di una sequenza di colpi quasi giornaliera che non ha risparmiato neppure la provincia di Roma, cuore pulsante dell’indagine.
La risposta giudiziaria e il peso delle prove documentali
Le intercettazioni, ambientali e telefoniche, hanno restituito il quadro di una banda spietata e metodica: gli indagati simulavano raffreddori o mal di gola per non farsi riconoscere, mentre nel B&b napoletano si tenevano vere e proprie riunioni di coordinamento per assegnare le zone di competenza. Nessuna regione è stata risparmiata, e le centosedici vittime accertate rappresentano solo la punta di un iceberg che gli inquirenti ritengono più profondo. L’ordinanza odierna, eseguita tra Tivoli e Napoli, ha spezzato il meccanismo sul nascere di una nuova stagione di raggiri, anche se i dieci arresti – tutti gravemente indiziati – non esauriscono il novero dei complici: le indagini proseguono per individuare eventuali fiancheggiatori e ricettatori. La procura di Tivoli, che ha coordinato le indagini, ha insistito sulla capacità dell’associazione di rigenerarsi rapidamente, sostituendo i corrieri arrestati con nuove reclute attinte dal medesimo giro napoletano.




