Consolato Usa a Milano, risarcimento da oltre 30 milioni per gli operai sfruttati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un risarcimento da oltre 30 milioni di euro è stato destinato ai lavoratori coinvolti nella costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti a Milano, dopo l’inchiesta per sfruttamento della manodopera nel cantiere di piazzale Accursio. La società americana Caddell Construction ha stanziato un pacchetto economico rivolto a circa 300 operai impiegati nei lavori, con somme destinate a stipendi arretrati, contributi previdenziali, danni morali e rimborsi per importi trattenuti per vitto e alloggio.

L’accordo economico dopo l’inchiesta sul cantiere milanese

Il pacchetto di risarcimenti nasce dall’accordo firmato dalla Procura di Milano, dalla multinazionale Caddell Construction e dall’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale ai vertici dell’impresa di costruzioni dopo l’indagine sul caporalato. La somma comprende diverse voci: oltre al recupero delle retribuzioni non corrisposte e dei versamenti all’Inps, sono previsti 7 milioni di euro per il ristoro dei danni morali subiti dai lavoratori coinvolti.

Nel dettaglio, l’intesa riguarda anche la restituzione delle somme che erano state trattenute per servizi collegati alla permanenza degli operai, come vitto e alloggio. Il cantiere del nuovo consolato americano, realizzato nell’area dell’ex Tiro a Segno di Milano, era finito al centro dell’indagine per le condizioni di impiego della manodopera utilizzata nei lavori di costruzione.

I permessi di soggiorno concessi alle vittime del caporalato

Parallelamente al risarcimento economico, le autorità hanno avviato le procedure per garantire una tutela amministrativa ai lavoratori coinvolti. Le Prefetture hanno rilasciato 238 permessi di soggiorno per le persone riconosciute come vittime di caporalato nel cantiere del consolato Usa a Milano.

Le procedure sono state attivate dalle questure di Milano e Pisa su richiesta della Procura del capoluogo lombardo. Per altri lavoratori coinvolti nella vicenda è arrivato anche l’accesso alla tutela previdenziale: 60 operai sono stati ammessi dall’Inps alla Naspi, il sostegno economico previsto per chi perde il lavoro.

Un intervento giudiziario con una transazione di grande entità

L’accordo raggiunto per il cantiere milanese viene indicato come una transazione di dimensioni eccezionali nel contesto italiano, con un coinvolgimento diretto della società incaricata della costruzione e dell’amministrazione giudiziaria disposta dal Tribunale. La vicenda ha portato all’utilizzo di strumenti di tutela economica e lavorativa per un numero elevato di operai impiegati nella realizzazione dell’opera.

La costruzione del nuovo consolato degli Stati Uniti a Milano aveva coinvolto una rete di lavorazioni affidate alla società americana Caddell Construction, che con l’accordo ha previsto il pagamento delle somme destinate ai lavoratori interessati dall’indagine. Il provvedimento comprende anche il riconoscimento delle somme relative ai contributi previdenziali non versati e agli altri importi previsti dall’intesa.

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