Israele verso l’ok all’occupazione totale di Gaza, Ue critica: "Aiuti insufficienti"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il governo israeliano, riunito in gabinetto di sicurezza dalle 18 ora locale, è chiamato a votare sul piano presentato dal premier Benjamin Netanyahu per l’occupazione graduale della Striscia di Gaza, un’operazione che, secondo fonti dei media locali, potrebbe protrarsi per quattro o cinque mesi e coinvolgere almeno quattro divisioni dell’esercito. Sebbene i dettagli operativi non siano ancora del tutto chiari – le forze israeliane controllano già l’88% del territorio, mentre i palestinesi sono privi di libertà di movimento – l’obiettivo dichiarato è quello di consolidare il dominio militare, con un’invasione concentrata inizialmente nel centro-nord per spingere i civili verso sud.

Non mancano, tuttavia, le voci critiche. L’opposizione, guidata dal leader Yair Lapid, accusa Netanyahu di perseguire una strategia senza il sostegno della popolazione, mentre il capo di Stato maggiore Herzi Halevi ha espresso preoccupazione per il destino dei venti ostaggi ancora in vita, temendo che un’escalation militare possa comprometterne la liberazione. Le famiglie dei prigionieri, dal canto loro, hanno esortato l’esercito a non agire in modo da "mettere in pericolo i nostri cari", alimentando le proteste già in corso.

Sul fronte internazionale, l’Unione Europea ha bollato come "non sufficienti" gli aiuti umanitari destinati a Gaza, dove un milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Le operazioni di evacuazione, del resto, sembrano essere solo il preludio a un’offensiva più ampia, che rischia di aggravare ulteriormente una crisi già drammatica.

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