Il 2026 inizia con una stangata da 900 milioni, tra accise e pedaggi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'anno nuovo, che si apre sotto l'egida del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca in un contesto internazionale già instabile, non porta sollievo alle tasche degli italiani, anzi. Assoutenti, l'associazione che difende i diritti dei consumatori, ha infatti calcolato, fornendo stime puntuali, che il complesso dei rincari entrati in vigore dal primo gennaio peserà per circa novecento milioni di euro sui bilanci familiari. Una cifra considerevole, che si materializza attraverso una serie di interventi governativi mirati, i quali, senza giri di parole, vanno a intaccare direttamente voci di spesa quotidiane e quasi ineludibili. Tra queste, spiccano i carburanti, per i quali è scattato il riallineamento delle accise, un intervento che, come spesso accade in materia fiscale, genera effetti immediati e tangibili per chiunque possieda un veicolo.

L'aumento del gasolio e il caro-sigarette

L'operazione più onerosa, in termini assoluti, riguarda proprio il comparto energetico per la mobilità. Il rincaro delle accise sul gasolio, pari a 4,05 centesimi di euro per ogni litro, rappresenta di per sé una misura destinata a riversare nelle casse dello Stato qualcosa come 552 milioni di euro nel corso dell'anno. Una manovra che, stando ai calcoli delle associazioni, colpisce in particolare una fetta ampia di automobilisti, stimati in quasi diciassette milioni, i quali si troveranno a sostenere costi maggiori per gli spostamenti essenziali. Parallelamente, anche il fronte del tabacco registra un significativo inasprimento fiscale. Le sigarette tradizionali subiscono un aumento di quindici centesimi, mentre per il tabacco trinciato si arriva a cinquanta, con un gettito complessivo previsto di 213 milioni: un aggravio che, se da un lato risponde a logiche di politica sanitaria, dall'altro incide sensibilmente sulle abitudini di molti.

Il costo aggiuntivo della mobilità su strada

Oltre al pieno di carburante, a diventare più oneroso è l'intero sistema della circolazione su gomma. Le tariffe autostradali, infatti, hanno subito una revisione al rialzo, con incrementi che, sebbene differenziati a seconda dei tratti e dei gestori, concorrono a formare il totale della "stangata" denunciata. A questo si aggiunge il rinnovo del contratto di assicurazione per la responsabilità civile auto, la cui rata media, secondo le rilevazioni di settore, è anch'essa in sensibile crescita. Questi elementi combinati disegnano uno scenario in cui la mobilità personale, per molti irrinunciabile, assorbe una quota sempre maggiore della spesa mensile, costringendo a rivedere le priorità di bilancio in altre voci, magari meno essenziali ma non per questo prive di valore per la qualità della vita.

L'impatto cumulativo sul potere d'acquisto

Ciò che emerge dall'analisi, al di là dei singoli importi, è l'effetto cumulativo di provvedimenti che, presi singolarmente, potrebbero apparire come modesti aggiustamenti tecnici. La loro simultaneità, però, unita al persistente contesto di inflazione che ha caratterizzato gli anni passati, produce un carico economico non trascurabile per le famiglie, il cui reddito disponibile, come noto, non cresce di pari passo. L'aumento di oltre cinquanta euro annui per il solo rifornimento di diesel, a Titolo esemplificativo, si somma agli extra per le sigarette, ai maggiori pedaggi e al costo dell'assicurazione, creando un prelievo forzoso che erode il potere d'acquisto reale. Si tratta, in definitiva, di una dinamica che rischia di frenare ulteriormente i consumi interni, in un momento economico dove la domanda delle famiglie rappresenta un pilastro fondamentale per la tenuta del sistema.

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