Sassuolo-Como 2-1, il sogno Champions dei lariani si scontra con la cinica lezione di Grosso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel calcio, talvolta, le ambizioni più nobili si infrangono contro la dura legge del contropiede. Doveva essere, per il Como di Fabregas, la serata della consacrazione definitiva in ottica Champions League, un’occasione d’oro per agganciare il quarto posto. Così non è stato, perché al Mapei Stadiumteatro dell’anticipo della 33esima giornata – la squadra lariana ha incassato un ko pesante (2-1) che sa quasi di doccia gelata sulle velleità europee. Sono bastati sei minuti, nel finale di un primo tempo sino a quel momento equilibrato, per consegnare la vittoria a un Sassuolo perfido e chirurgico, capace di colpire proprio quando la formazione ospite sembrava aver preso il controllo della manovra.

Sei minuti di follia difensiva che riaprono i conti in classifica

A farne le spese, in questa folle corsa verso i prestigiosi traguardi continentali, sono state due delle candidate principali alla qualificazione: Juventus e Milan, che da questo passo falso traggono un beneficio notevole. Il meccanismo dell’azione, per quanto fulmineo, è stato letale: al 42’ i padroni di casa, orchestrati da Grosso, hanno trovato il vantaggio con un pallonetto di Volpato che ha sorpreso la retroguardia comasca, colta di sorpresa in ripartenza. Prima ancora che i lombardi potessero riorganizzare le idee, al 44’ è arrivato il raddoppio firmato Nzola, anch’egli lanciato a rete in una prateria lasciata inopinatamente libera. Non è bastato il guizzo del solito Nico Paz – autore di un colpo di testa splendido nel recupero che ha riaperto i giochi prima dell’intervallo – per evitare la seconda sconfitta consecutiva dopo il rocambolesco 3-4 subito contro l’Inter.

Con questi tre punti, il Sassuolo si rilancia prepotentemente in classifica, scalando fino al nono posto (45 punti) e scavalcando così la Lazio. Per il Como, invece, il momento è di quelli complicati: fermo a quota 58, il team di Fabregas vede la Juventus allontanarsi a +2, con i piemontesi attualmente aggrappati al quarto posto.

Turati, l’angelo custode che gela il Como e fa felici i milanisti

E se il primo tempo aveva già raccontato molto della fragilità mentale della squadra ospite, la ripresa ha messo in scena un vero e proprio “salvataggio della patria” neroverde. Il protagonista assoluto nella seconda frazione di gioco è stato Stefano Turati, il portiere di riserva del Sassuolo (subentrato a Muric), il quale ha compiuto un’autentica prodezza sul più bello. Sul finire del match, quando il Como si era riversato in avanti alla disperata ricerca del pari, Nico Paz ha inventato una giocata da fenomeno, indirizzando il pallone verso l’angolino. Sembrava il gol del 2-2, ma Turati – interista dichiarato nell’anima – si è superato con una respinta sulla linea d’ufficio, negando la gioia al talento argentino e bloccando di fatto il tentativo di Morata, a due passi dalla porta, di spingere il pallone in rete.

Un’occasione fallita, quindi, per agganciare il treno che porta in Europa che conta. La differenza, in partite come queste, la fanno la lucidità nella propria area di rigore e la cattiveria sotto porta; qualità che oggi sono mancate ai ragazzi di Fabregas, i quali hanno invece regalato una boccata d’ossigeno a Juve e Milan nella lotta per il quarto posto. Mentre il campionato entra nel suo momento più caldo, il Como deve ora metabolizzare questo scivolone senza lasciarsi prendere dallo sconforto, sebbene il calendario non offra soste.

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