Caravaggio a Palazzo Barberini: riemergono i volti nascosti
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Apre oggi a Roma, nelle Gallerie nazionali di arte antica di Palazzo Barberini, la mostra «Caravaggio 2025», già battezzata come «la mostra del Giubileo». Con 60.000 biglietti venduti in anticipo, l’esposizione si presenta come un evento irripetibile, capace di riportare al centro del dibattito artistico la figura di Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio. Curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, la retrospettiva vanta 24 capolavori più uno, realizzati in collaborazione con la Galleria Borghese, e promette di offrire una visione approfondita e innovativa dell’opera del maestro lombardo.
Francesca Cappelletti, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Ferrara e direttrice della Galleria Borghese, è una delle voci più autorevoli nel panorama internazionale degli studi caravaggeschi. «Caravaggio ci porta a Roma nel Giubileo», ha dichiarato, sottolineando come la mostra non sia solo un’occasione per ammirare opere celebri, ma anche un momento di riflessione sul ruolo dell’artista nella storia dell’arte.
Tra le opere esposte, spicca l’Ecce Homo, ritrovato in un’asta a Madrid nel 2021 e oggetto di accesi dibattiti tra gli esperti. Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie nazionali d’arte antica, ha definito la mostra «faraonica», evidenziando come si tratti di un’opportunità unica per osservare da vicino un’opera tanto discussa, mai esposta prima in Italia.
Ma non è solo l’Ecce Homo a catturare l’attenzione. Durante i lavori di restauro del Martirio di Sant’Orsola, l’ultimo dipinto realizzato da Caravaggio un mese prima della sua morte nel 1610, sono emersi dettagli inediti che hanno sorpreso gli studiosi. Laura Cibrario, la restauratrice che ha guidato il progetto, ha raccontato come, sotto gli strati di vernice e polvere, siano riaffiorati volti e particolari mai visti prima: il profilo di un aguzzino, il volto impaurito di un pellegrino e l’elmo metallico di un armigero, di cui si intravede appena la linea dell’occhio.
Queste scoperte, oltre ad arricchire la comprensione dell’opera, offrono nuovi spunti di ricerca su un artista che, nonostante i secoli trascorsi, continua a riservare sorprese. Caravaggio, con il suo genio rivoluzionario e la sua vita tormentata, rimane una figura centrale nella storia dell’arte, capace di influenzare generazioni di artisti e di appassionare il pubblico di ogni epoca.




