Il Cremlino accusa la Nato di essere "in guerra", mentre l'Italia ammette la sua impreparazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il Cremlino rilancia le sue accuse contro l’Alleanza atlantica, definendola – con una dichiarazione che non ammette repliche – “di fatto in guerra con la Russia”, l’Italia, attraverso le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, ammette una pericolosa impreparazione. “Non siamo pronti né a un attacco russo né a un attacco di un’altra nazione”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come questa vulnerabilità, della quale parla “da più tempo”, sia la diretta conseguenza di due decenni di scarsi investimenti nel settore della difesa. Un ritardo che, come egli stesso ha precisato, non si colma in uno o due anni, nonostante la percezione pubblica, spesso restia a recepire la gravità di certe necessità strategiche.

Dall’altra parte, la Nato ha già avviato una risposta operativa concreta alle continue provocazioni, che hanno visto droni russi sconfinare ripetutamente nello spazio aereo di nazioni come Polonia e Romania. L’operazione “Sentinella dell’Est”, priva di una data di scadenza definita, è infatti entrata in funzione immediatamente. Già il 13 settembre, un caccia francese Rafale – di quelli dislocati da poco in territorio polacco – e un elicottero della Polonia sono decollati per contrastare una potenziale minaccia, dimostrando una prontezza che il generale statunitense Alexus Grynkewich ha definito esemplare per rapidità ed efficacia.

Questa reazione, per quanto necessaria, alimenta un dibattito più ampio sul linguaggio adottato dai leader europei, spesso giudicato troppo disinvolto quando si parla di scenari bellici globali. C’è chi, come espresso in un commento, vede in certe dichiarazioni pubbliche non tanto un monite ponderato, quanto l’attesa di un pretesto per giustificare un’ulteriore escalation e per avvalorare, attraverso la paura, le politiche di riarmo. Una narrazione che, se da un lato mira a consolidare la coesione atlantica, dall’altro rischia di inasprire la tensione senza offrire vere vie d’uscita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.