Il Movimento Federalista Europeo Abruzzo aderisce a "Una Piazza per l'Europa"
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Redazione Interno
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Il Movimento Federalista Europeo Abruzzo (Mfe) ha annunciato la sua adesione alla manifestazione "Una Piazza per l'Europa", in programma a Roma il 15 marzo. L’evento, che si preannuncia come un momento di forte partecipazione civica, ha già raccolto il sostegno di 18 sindaci abruzzesi, i quali hanno deciso di unirsi a una mobilitazione che punta a riaffermare il valore dell’unità europea in un contesto globale sempre più frammentato.
La manifestazione, nata in risposta alle tensioni internazionali – tra cui la crisi ucraina e il riavvicinamento tra Trump e Putin –, non si limita a essere una semplice reazione agli eventi geopolitici. Al contrario, rappresenta un’occasione per riflettere sull’identità costituzionale europea, sospesa tra il sogno federativo e le radici repubblicane del dopoguerra. Michele Serra, con il suo "EU pride", ha già sottolineato come l’evento non necessiti di troppe precisazioni: il focus è chiaro, e la piazza si prepara a difendere un’Europa che, nonostante le sue divisioni, rimane un punto di riferimento per milioni di cittadini.
La Fondazione “Luigi Allegato”, in un appello pubblicato su La Gazzetta di San Severo, ha ribadito l’urgenza di un’Europa più coesa e determinata. “Le divisioni e la debolezza politica dell’Unione sono motivo di grande preoccupazione”, si legge nel testo, che invita a un’accelerazione del processo federativo. Solo un’Europa unita, forte dei suoi principi fondativi, potrà affrontare le sfide del presente e costruire un futuro migliore.
Tra i sostenitori dell’iniziativa spicca anche Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che ha annunciato la sua partecipazione alla manifestazione. “È il minimo che io possa fare”, ha dichiarato, ricordando come la sua generazione sia cresciuta nel sogno europeo concepito da figure come Adenauer, De Gasperi e Schuman. Mastella, che ha più volte criticato le pulsioni ipernazionalistiche, vede nella piazza del 15 marzo un’opportunità per riaffermare la centralità dell’Europa in un momento storico delicato.




