Video, Schlein-Conte-Fratoianni: "Insieme al voto per governare 5 anni. Mai più divisi". Poi parte 'Bella ciao'

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La campagna elettorale del cosiddetto “campo largo” prende ufficialmente il via da Bologna, dove i leader del centrosinistra hanno scelto il palco della Festa della Fiom-Cgil per un messaggio di compattezza che mira a scardinare, una volta per tutte, gli schemi del passato.

Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni, riuniti in piazza Lucio Dalla per i 125 anni del sindacato dei metalmeccanici, hanno infatti scandito un impegno solenne, quasi un patto tra loro e i militanti presenti: non ripetere l’errore fatale di presentarsi divisi alle urne, consegnando di fatto la vittoria al centrodestra, e soprattutto avere la forza politica e numerica per governare per l’intera legislatura, senza cadere nella trappola degli strappi e delle defezioni che hanno caratterizzato le precedenti esperienze di coalizione.

"Mai più divisi": l'appello dal palco della Fiom

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è stata la prima a tracciare la linea rossa, utilizzando un'espressione che lascia poco spazio a interpretazioni ambigue: «Non faremo mai più il regalo e il favore alle destre di andare divisi alle elezioni». Una dichiarazione che, nel contesto della festa sindacale, assume un peso specifico notevole, considerando che proprio da quella platea arrivano gli strali più duri contro quelle che vengono percepite come le deviazioni liberiste del recente passato.

A raccogliere il testimone è stato Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, il quale ha ribadito con altrettanta fermezza la propria adesione a questo percorso unitario, quasi a voler sigillare un'alleanza che non è più rimandabile.

«Io lo prendo», ha affermato secco, rispondendo alla domanda se l'impegno a presentarsi insieme sia reale, mentre Giuseppe Conte, dal canto suo, ha alzato ulteriormente l'asticella della posta in gioco, sottolineando che l'obiettivo non è semplicemente vincere le elezioni, ma avere la capacità e la stabilità per governare per cinque anni, l'unico orizzonte temporale che, a suo avviso, consentirebbe davvero di cambiare le sorti del Paese.

Il boato contro Renzi e la "sinistra-sinistra"

L'atmosfera in piazza Lucio Dalla, gremita di magliette rosse, delegati e militanti, è quella delle grandi occasioni, dove l'entusiasmo si mescola a una certa insofferenza verso le leadership del passato. La prova più evidente di questo sentimento si è avuta quando, al semplice pronunciare il nome di Matteo Renzi, dalla platea si è alzato un boato di fischi e cori di disapprovazione talmente assordante da squarciare l'aria bolognese.

Un segnale chiarissimo, recepito dai leader sul palco, che la base del sindacato e dell'elettorato di riferimento non vuole più sentire parlare di aperture al centro o di mediazioni che odorano di lavoro precario e riforme contestate. La Fiom, attraverso le parole del segretario Michele De Palma, ha voluto ribadire plasticamente la differenza tra il centrosinistra che inseguiva Marchionne e quello di oggi, che si propone invece come baluardo dei diritti dei lavoratori, quasi a voler tracciare un solco invalicabile con l'esperienza del Jobs Act che tanto ha fatto discutere in queste ore.

Prove di coalizione: programma e futuro

L'incontro bolognese non è stato solo un momento di testimonianza unitaria, ma ha rappresentato una tappa concreta nella costruzione del programma elettorale. I tre leader hanno infatti insistito sulla necessità di scendere dal palco e di confrontarsi con la gente, superando la logica delle sigle e degli incontri verticistici per costruire un progetto che nasca dal basso e che risponda ai bisogni reali dei cittadini.

La loro presenza compatta sul palco, culminata con l'esecuzione a più voci di "Bella ciao", ha assunto i contorni di una vera e propria performance politica, volta a certificare una ritrovata intesa che, nelle intenzioni, dovrebbe tradursi in un'alternativa credibile all'attuale governo. Resta da capire, naturalmente, come questa intesa si tradurrà nei fatti, ma per ora, come ha sottolineato Fratoianni, l'importante è remare nella stessa direzione, con la testardaggine di chi è stanco di vedere il campo progressista frammentato e vuole, finalmente, provare a vincere per davvero.

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