Addio a Giuliano Della Casa, l'artista che amava Modena e il suo Venturi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ci sono legami che resistono al tempo, come se fossero scolpiti nella pietra o impressi indelebilmente nella memoria di un'intera comunità. La scomparsa di Giuliano Della Casa, avvenuta il 7 agosto a Carovigno, in Puglia, dove l'artista 84enne si trovava in vacanza con la famiglia, ha riaperto con forza il capitolo di un rapporto speciale: quello tra il maestro e l'Istituto Venturi di Modena.
Un legame che affonda le radici negli anni della formazione, quando Della Casa varcò per la prima volta le porte di quella scuola, e che ha trovato un commovente epilogo nell'anno scolastico 2024-2025, in occasione delle celebrazioni per il centenario dell'istituto.
Della Casa, figura centrale della ricerca artistica italiana tra gli anni Sessanta e Settanta, non si era mai davvero allontanato dal Venturi.
Lo dimostra il suo ritorno tra i banchi per donare tempo ed esperienza alle nuove generazioni, un gesto che la presidente dell'istituto, Luigia Paolino, ha definito come un atto di grande generosità. Nel ricordarlo, Paolino ha sottolineato come l'artista fosse solito farlo con ricordi pieni di affetto per la sua ex scuola, quasi a voler restituire quanto aveva ricevuto. Quel filo invisibile che lo univa al Venturi si è così riannodato, rendendo omaggio a un passato che ha plasmato il suo futuro artistico.
L'arte della leggerezza
Quella di Della Casa era un'arte che si faceva leggerezza, come ha ben raccontato Franco Nasi in un recente articolo. Una leggerezza che non era superficialità, ma piuttosto la capacità di librare segni e forme con la grazia di un colibrì, senza mai perdere di significato. Lo si vedeva nei suoi acquerelli, nelle ceramiche smaltate e, soprattutto, nei celebri libri d'artista, realizzati in oltre cinquanta esemplari con poeti e letterati di fama internazionale. Un'arte, quella di Della Casa, che lo stesso Ernst H.
Gombrich aveva definito "deliziosa" e che Luciano Anceschi aveva saputo raccontare nella sua capacità di utilizzare le scoperte delle avanguardie senza rinunciare a una personale e autonoma maturazione interiore. La sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1972, nella sezione "Il libro come luogo di ricerca", rimane una tappa fondamentale del suo percorso, a testimonianza di una sperimentazione che ha saputo attraversare decenni senza mai appesantirsi.
Il cordoglio della città
La notizia della scomparsa ha suscitato un'ondata di cordoglio a Modena, dove il sindaco Massimo Mezzetti e l'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi hanno voluto ricordare l'artista come uno dei protagonisti più originali della scena culturale cittadina. "Giuliano apparteneva a quella generazione che, tra gli anni Sessanta e Settanta, contribuì a fare di Modena uno dei luoghi più vivaci e interessanti della ricerca artistica italiana", ha dichiarato Mezzetti, rievocando un periodo in cui la città sapeva essere un laboratorio aperto e internazionale, capace di dialogare con le avanguardie.
Un'epoca in cui figure come Claudio Parmiggiani e Franco Vaccari, e il lungo sodalizio con il poeta Adriano Spatola, raccontavano una Modena che non era solo provincia, ma crocevia di idee e sperimentazioni. L'assessore Bortolamasi ha aggiunto che "la città saprà non dimenticarlo", sottolineando la coerenza e l'indipendenza intellettuale che hanno sempre contraddistinto l'operato di Della Casa.
La figlia Virginia, architetto e light designer, ha voluto condividere il ricordo di un padre che era "un entusiasta", capace di trasmettere la curiosità per tutto e la gioia nel fare. "Mio padre è sempre stato una finestra aperta sul mondo", ha detto, rievocando le lunghe conversazioni notturne con poeti e filosofi che animavano la casa familiare. Un uomo d'altri tempi, che preferiva le lettere scritte a mano ai messaggi digitali, e che ha sempre considerato il contatto umano come qualcosa di insostituibile. I funerali si terranno martedì 11 agosto alle ore 17.00 presso la Casa Funeraria "TERRACIELO Funeral Home" in Via Emilia Est 1320 a Modena, dove sarà allestita la camera ardente per dare l'ultimo saluto all'artista, prima della cremazione.
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