L'addio a Emilio Fede, il giornalista che non amava le mezze misure
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Emilio Fede, scomparso oggi all’età di 94 anni nella residenza San Felice di Segrate, è stato una delle figure più controverse e popolari del giornalismo italiano, un personaggio la cui parabola professionale – iniziata da inviato di guerra e culminata con la direzione dei telegiornali più influenti del paese – è stata segnata da intuizioni pionieristiche e da ombre profonde. La sua carriera, che lo ha visto passare dalla guida del Tg1 Rai a quella del Tg4 di Mediaset, è stata un perpetuo oscillare tra il genio comunicativo e una faziosità plateale, tanto da renderlo, suo malgrado, un protagonista fisso delle telecamere di «Striscia la Notizia» per i suoi celebri fuori onda.
La sua filosofia di conduzione, che egli stesso amava definire come un one-man-show, trovò la sua massima espressione – e al tempo stesso la sua più grande critica – nella direzione del Tg4, un telegiornale che Fede plasmò a immagine e somiglianza del suo patron, Silvio Berlusconi, al quale giurò una fedeltà incondizionata. Fu proprio in quel periodo che emerse, in tutta la sua evidenza, uno stile informativo tutto particolare, spesso accusato di aver anteposto la logica di schieramento al rigore della notizia. Non a caso, a lui si deve purtroppo la nascita della cosiddetta “tv del dolore”, un format che esplose con la diretta del caso Vermicino e che trasformò la tragedia privata in spettacolo collettivo.
Nei giorni scorsi, in rete hanno ripreso a circolare con insistenza alcune sue vecchie interviste, nelle quali, con tono riflessivo, si interrogava sul futuro con domande come «Quando sarò defunto...» e «Come sarà dopo...». Queste riflessioni, che risalgono a due momenti cruciali della sua vita pubblica – le dimissioni dal Tg4 nell’aprile del 2012 e la sua apparizione nel programma di Massimo Giletti nel 2018 – mostrano un lato più introspettivo e meno conosciuto del personaggio. Tra i filmati che hanno ottenuto maggiore attenzione in queste ore, spicca però quello in cui, durante una diretta social, apprese al telefono la notizia della morte di Silvio Berlusconi, un momento di autentica e cruda emotività che lo colse completamente impreparato.




