L'addio a Emilio Fede, una cerimonia sobria per il volto storico del Tg4
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sul sagrato della chiesa di Dio Padre a Segrate, dove si sono svolti i funerali di Emilio Fede, l’atmosfera è stata più dimessa che mondana. Una ventina di giornalisti, alcuni City Angels con le maglie che recitano «solidarietà e sicurezza», oltre a un discreto dispiegamento di forze dell’ordine, hanno fatto da cornice a un commiato che ha sancito, simbolicamente, la fine di un’epoca. Il servizio d’ordine, come è stato osservato, non aveva folla da contenere né personalità di rilievo da proteggere, a significare come quella popolarità in grado, un tempo, di «spostare quattro milioni di voti» si sia ormai dissolta nel tempo, portando con sé anche le tracce più evidenti di quel certo ambiente politico-mediatico di cui Fede fu protagonista.
Tra i presenti, spiccava la figura di Marcello Dell’Utri, il quale, interpellato dai cronisti sui suoi ricordi del collega, ha offerto una risposta volutamente evasiva. «La prima volta che ci siamo conosciuti? Non mi ricordo niente, ho perso la memoria», ha dichiarato, aggiungendo poi, con un tono paradossale, che in casi come questi, «data l’età», sarebbero più opportune le congratulazioni che le condoglianze. Un commento che ha lasciato intendere più di quanto non abbia esplicitamente detto, riflettendo un rapporto di lunga data, forse non privo di ombre, come lui stesso ha suggerito affermando che lui ed Emilio «ci faremo un pochino di Purgatorio».
La cerimonia religiosa è stata officiata da don Carlo, il quale ha voluto omaggiare il defunto paragonando la sua scomparsa a un’ultima, ideale, diretta televisiva: «l'incontro con Dio padre di tutti». Un tributo che ha riconosciuto in Fede il pioniere di quel linguaggio televisivo che ha segnato un’intera generazione. A rendere personale l’addio, tuttavia, è intervenuto un fuori programma familiare, con l’assenza della figlia Simona. La donna, come riportato, ha accusato la sorella Sveva di averle impedito ogni tentativo di riconciliazione con il padre negli ultimi due anni, un particolare che ha aggiunto una vena di amarezza privata a una giornata già intrisa di malinconia.




