Addio a Emilio Fede, camera ardente riservata a venti intimi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La scomparsa di Emilio Fede, avvenuta all’alba del 2 settembre – come lui stesso aveva sempre auspicato – all’età di novantaquattro anni, è stata segnata da una scelta precisa della famiglia, volta a tutelare la riservatezza di un momento estremamente doloroso. Le figlie Sveva e Simona Fede, infatti, hanno disposto che l’accesso alla camera ardente sia rigorosamente limitato a un ristretto gruppo di venti persone, comprendente esclusivamente i familiari più stretti e gli amici più cari, escludendo pertanto il pubblico e la vasta cerchia di colleghi e conoscenti che avevano incrociato la sua lunga carriera.

“Papà ha sempre detto: ‘Quando andrò via, voglio andare via alle 6 del mattino senza nessuno e raggiungere la mamma’”, ha ricordato la figlia Sveva, sottolineando come questa decisione intima rappresenti il rispetto più assoluto per le volontà paterne. Un addio privato, dunque, che si svolgerà all’interno della struttura che lo ha assistito, dove a rendergli omaggio saranno soltanto i parenti e il personale sanitario che lo ha curato con affetto fino all’ultimo.

I funerali, invece, saranno celebrati pubblicamente domani, 4 settembre, presso la parrocchia Dio Padre a Segrate, un momento per consentire a un più ampio numero di persone di partecipare al commiato dal giornalista storico, per decenni volto noto del telegiornalismo italiano. Una separazione netta, quindi, tra la sfera strettamente privata del dolore e il tributo pubblico a una figura che ha segnato un’epoca dei media nel paese.

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