La Milano-Torino compie 150 anni e sul traguardo di Superga a comandare è Thomas Pidcock

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il britannico del team Pinarello-Q36.5, Thomas Pidcock, ha impresso il proprio sigillo sulla 107ª edizione della Milano-Torino, regalando alla corsa più antica del mondo – siamo nel 150° anniversario dalla prima edizione, quella del 1876 – un finale degno della sua lunga storia. Sui 174 chilometri che da Rho conducono al colle di Superga, è stato uno scatto secco, inesorabile, a 700 metri dall’arrivo, a decidere le sorti della competizione. Pidcock, già vincitore di una tappa alla Vuelta a Andalucia in questa stagione, ha così potuto alzare le braccia al cielo per la seconda volta nel 2026, confermando un feeling particolare con le classiche italiane.

Il ritmo infernale imposto sulle rampe della salita, che presenta pendenze medie superiori al 9% con punte vicine al 14%, ha progressivamente selezionato il gruppo dei migliori. A pochi chilometri dal traguardo, il drappello dei pretendenti alla vittoria si era già ridotto a una manciata di unità, con Primoz Roglič e il giovane norvegese Tobias Halland Johannessen incollati alla ruota del britannico. Quando Pidcock ha deciso di lasciarsi andare in una progressione violenta, per gli avversari non c'è stata replica: il distacco di quattro secondi inflitto a Johannessen – che migliora il terzo posto dello scorso anno – e i cinque rifilati a Roglič, sloveno della Red Bull-Bora-Hansgrohe e vincitore dell'edizione 2021, raccontano la potenza dell’accelerazione decisiva.

Alle spalle del trio di testa, una menzione particolare la merita Giulio Pellizzari. Il giovane italiano, in forza alla stessa squadra di Roglič, ha chiuso la corsa in quarta posizione, a undici secondi dal vincitore, dimostrando una condotta di gara solida e generosa che lo pone al centro dell'attenzione in ottica futura. Per Pidcock, che diventa soltanto il secondo corridore britannico a imporsi in questa classica dopo Mark Cavendish nel 2022, si tratta di un successo di prestigio che arricchisce un palmarès già notevole, impreziosito da vittorie come la Strade Bianche e l'Amstel Gold Race.

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