Haliburton entra nella storia: Indiana vince gara-1 all'ultimo respiro
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Redazione Sport
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Michael Jordan lo fece nel ’97, Allen Iverson nel 2001, LeBron James nel 2013. Ora, in quel club esclusivo di giocatori capaci di decidere gara-1 delle Finals con un colpo da campione, c’è anche Tyrese Haliburton. A tre decimi dal triplo fischio, la stella degli Indiana Pacers ha sigillato la rimonta contro gli Oklahoma City Thunder con un canestro che vale la vittoria per 111-110, regalando alla franchigia del Midwest il vantaggio iniziale in una serie che si annuncia già epica.
Quella di Haliburton, che ha chiuso con 18 punti e 10 assist, non è stata solo una prodezza individuale, ma il culmine di una rimonta partita da -15 all’inizio dell’ultimo quarto. I Thunder, trascinati dai 38 punti di Shai Gilgeous-Alexander, avevano controllato il match per oltre 40 minuti, sfiorando quella che negli Stati Uniti viene definita una wire-to-wire win, ovvero una vittoria senza mai concedere il sorpasso. Ma i Pacers, grazie anche ai 19 punti di Pascal Siakam e a una difesa riorganizzata nel finale, hanno ribaltato un incontro che sembrava ormai compromesso.
Il Paycom Center di Oklahoma City, gremito da oltre 18.000 spettatori, è stato così testimone di un epilogo che ricorda alcune delle pagine più celebri delle Finals. Quella di Haliburton, in particolare, evoca il celebre game-winner di Jordan su Bryon Russell nel ’98, seppur con un contesto ancora tutto da scrivere. La freddezza con cui il playmaker ha gestito l’ultima azione, sfruttando il pick-and-roll per liberarsi dalla marcatura di Luguentz Dort, ha dimostrato una maturità insolita per un debuttante alle Finals.
Dal canto loro, i Thunder – reduci da una stagione dominata in regular season – dovranno ora fare i conti con l’occasione sprecata. Gilgeous-Alexander, nonostante la prestazione superlativa, ha visto svanire l’impresa per un dettaglio: quel rimbalzo difensivo perso a 10 secondi dalla fine, che ha permesso a Indiana di rientrare in possesso e trovare il colpo del sorpasso. Mark Daigneault, alla prima finale come coach, dovrà ora trovare una risposta tattica per limitare Haliburton in gara-2, dove un nuovo passivo significherebbe consegnare agli avversari il fattore campo.




