Robert De Niro, un mito del cinema nella Capitale tra onorificenze e un capolavoro restaurato

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Roma ha vissuto quarantotto ore all'insegna della settima arte, accogliendo tra i suoi luoghi simbolo Robert De Niro, la cui carriera, costellata di riconoscimenti prestigiosi come due premi Oscar e una Palma d'Oro a Cannes, rappresenta un capitolo fondamentale della storia del cinema mondiale. L'attore, ottantaduenne, è giunto in Italia per una serie di appuntamenti che hanno unito, con rara efficacia, l'omaggio istituzionale alla celebrazione di una pellicola senza tempo, in un percorso che dal cuore politico e religioso della città è approdato alla sua dimensione più spettacolare e popolare.

La Lupa Capitolina per una leggenda vivente

Il primo, significativo momento è stato il conferimento della Lupa Capitolina, la massima onorificenza cittadina, da parte del sindaco Roberto Gualtieri durante una cerimonia in Campidoglio. L'evento, che ha visto la partecipazione della Giuria Young Adult di Alice nella Città, composta da dieci studenti romani, ha sancito il profondo legame tra la Capitale e un artista la cui filmografia ha attraversato generi ed epoche diverse. Quel riconoscimento, al di là del suo valore simbolico, ha celebrato il contributo unico di De Niro al patrimonio culturale globale, un'eredità che continua a parlare a spettatori di ogni età; alcuni di essi, peraltro, erano lì presenti, a testimoniare una passione che si rinnova.

Dalla maestà vaticana al cinema con Veltroni

La mattina del 7 novembre ha riservato un incontro di altissimo profilo, quello con Papa Leone XIV in Vaticano, aggiungendo un tassello di rilievo a un viaggio già denso di significati. Nel pomeriggio, l'atmosfera è mutata ma non l'intensità, quando l'attore si è recato al The Space Moderno in piazza della Repubblica per l'evento conclusivo di «Fuori Sala», la rassegna organizzata da Alice nella Città. Ad attenderlo, insieme a Walter Veltroni, una sala piena di spettatori e la proiezione in versione 4K di «C'era una volta in America», il monumentale capolavoro diretto da Sergio Leone nel 1984 e distribuito, per l'occasione, da Lucky Red assieme a Leone film group. I biglietti, si sapeva, si erano esauriti in poche ore, a dimostrazione di un affetto che il tempo non scalfisce.

Un bagno di folla per il ritorno di Noodles

Quella al cinema è stata un'autentica festa, un bagno di folla con selfie a raffica che ha trasformato il foyer in un set improvvisato, mentre l'attore newyorkese, definendo Roma "un'opera d'arte", ricambiava le attenzioni con una disponibilità non scontata. La proiezione del film, che lo vide giovane interprete nei panni del complesso Noodles, ha chiuso il cerchio di una visita che ha toccato tanto la sfera pubblica e istituzionale quanto quella più intima e spettacolare, confermando come certi miti, lontani dall'appannarsi, continuino a brillare di luce propria e a riunire, idealmente, intere generazioni di appassionati.

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