Bonus carburanti agricoltura, firmato il decreto attuativo: 90 milioni per le imprese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Mentre il dibattito politico ed economico si concentra sulla volatilità del prezzo del gasolio e sulle sue ripercussioni per l'intero sistema produttivo, per il settore agricolo si è concretizzata una misura attesa da tempo. Il decreto interministeriale Masaf-Mef che definisce le modalità attuative del credito d'imposta per l'acquisto di carburanti destinati alle attività agricole è stato firmato, segnando il passaggio decisivo dalla fase legislativa a quella operativa.

Il provvedimento, pubblicato sul sito istituzionale di AGEA, rende effettivamente disponibili le risorse stanziate per compensare, almeno in parte, i maggiori oneri sostenuti dalle imprese a causa del caro energia, aprendo la strada alla presentazione delle domande per accedere al beneficio, come era stato annunciato nelle scorse settimane.

Un credito d'imposta fino al 20% per gli acquisti di marzo, aprile e maggio

La misura, introdotta dall'articolo 8-ter del Decreto Legge n. 38/2026 a seguito delle modifiche apportate dal D.L. n. 42/2026 (il cosiddetto "decreto carburanti bis"), riconosce alle imprese agricole un contributo straordinario sotto forma di credito d'imposta fino al 20% della spesa sostenuta, al netto dell'Iva.

L'agevolazione, inizialmente prevista per i soli acquisti effettuati nel mese di marzo 2026, è stata successivamente estesa anche ai mesi di aprile e maggio 2026 grazie a un intervento normativo di maggio che ha contestualmente rafforzato la dotazione finanziaria del fondo, portandola complessivamente a 90 milioni di euro. Il credito, che per ciascuna impresa non potrà superare i 50.000 euro di importo nominale, è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, senza l'applicazione dei limiti ordinari previsti per la compensazione dei crediti fiscali, e non concorre alla formazione del reddito d'impresa né alla base imponibile Irap.

I beneficiari e le spese ammissibili per il tax credit agricolo

Possono accedere al credito d'imposta le imprese agricole in possesso della qualifica di agricoltore in attività, indipendentemente dalla forma giuridica, dal regime fiscale adottato e dalla natura individuale o societaria, come stabilito dall'articolo 2135 del Codice Civile. Rientrano, quindi, tra i beneficiari gli imprenditori agricoli che svolgono attività di coltivazione, selvicoltura, allevamento e attività connesse.

Le spese ammissibili riguardano l'acquisto di gasolio e benzina utilizzati per l'alimentazione dei mezzi impiegati nell'esercizio dell'attività agricola, tra cui trattori, macchine operatrici, sollevatori, motopompe e impianti per il riscaldamento delle serre destinate alla coltivazione di piante orticole. Il credito è riconosciuto sulla base delle fatture di acquisto relative ai consumi del periodo agevolato, che dovranno essere allegate alla domanda di accesso al beneficio.

Le regole operative per la presentazione della domanda all'AGEA

Con la firma del decreto attuativo, il procedimento per l'ottenimento del credito entra ora nella fase esecutiva. AGEA, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, avrà il compito di pubblicare le istruzioni operative entro dieci giorni dalla pubblicazione del decreto, definendo le date e le modalità per la trasmissione delle richieste. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma telematica dell'Agenzia, direttamente dall'impresa o tramite un Centro di assistenza agricola.

La finestra temporale per l'invio delle istanze sarà aperta per almeno venti giorni e dovrà comunque chiudersi entro il 30 settembre 2026. Una volta scaduti i termini, AGEA avrà a disposizione venti giorni per calcolare le richieste ammissibili e determinare l'importo del credito effettivamente spettante a ciascun beneficiario. La procedura prevede, inoltre, un meccanismo di riparto proporzionale nel caso in cui il totale dei crediti richiesti superi il plafond di 90 milioni di euro, con una conseguente riduzione percentuale dell'aliquota del 20% per tutti i richiedenti.

Le esclusioni e la posizione dei contoterzisti

Il perimetro dei beneficiari individuato dal decreto ha sollevato alcune critiche, in particolare per quanto riguarda l'esclusione delle imprese agromeccaniche, che svolgono lavorazioni in conto terzi per conto di altre aziende agricole. L'organizzazione dei Contoterzisti Italiani (UNCAI) ha segnalato come questa scelta, riconoscendo l'agevolazione solo per le lavorazioni effettuate con mezzi propri, rischi di alterare le scelte organizzative e di penalizzare un comparto che opera a diretto contatto con il ciclo produttivo agricolo.

"Non chiediamo un nuovo incentivo e non chiediamo un trattamento privilegiato", ha dichiarato il presidente Aproniano Tassinari, sottolineando come una politica pubblica dovrebbe invece rispettare il principio fondamentale di neutralità, evitando di influenzare indirettamente le decisioni delle aziende e di mettere sotto pressione il rapporto tra agricoltori e contoterzisti.

Una questione che rimane aperta e che potrebbe essere oggetto di futuri approfondimenti, così come la richiesta avanzata da Copagri di procedere con analogo credito d'imposta per l'acquisto di fertilizzanti, un'altra voce di costo cruciale per il bilancio delle imprese agricole.

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