Iran, Ghalibaf: «Hormuz resta chiuso senza le nostre sette condizioni»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto finché gli Stati Uniti non soddisferanno le condizioni poste da Teheran. Ghalibaf, che ricopre anche la carica di presidente del parlamento iraniano, ha spiegato che Washington ha avanzato «alcune proposte tramite un mediatore» dopo che l'Iran aveva presentato una tabella di marcia di sette giorni per la riapertura dello Stretto. La posizione di Teheran, ha sottolineato, rimane «chiara e definita» e le sette condizioni si basano sul Memorandum di Islamabad.

La posizione negoziale iraniana

Il riferimento è all'accordo siglato in giugno tra Iran e Stati Uniti, che aveva previsto una tregua e l'avvio di negoziati per una intesa duratura. Il piano iraniano prevede che, una volta accettate le condizioni, la riapertura dello Stretto avvenga entro sette giorni, con l'avvio successivo dei colloqui sul programma nucleare. Tra le richieste di Teheran figurano la fine del blocco navale statunitense, la revoca delle sanzioni petrolifere e il rilascio delle risorse congelate.

Il quadro dello Stretto di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz rappresenta un passaggio strategico per il commercio energetico globale: prima dell'inizio delle ostilità, circa un quinto del petrolio mondiale transitava quotidianamente attraverso questa via d'acqua. Dalla fine di febbraio, quando Iran e Stati Uniti hanno avviato le operazioni militari, il traffico ha subito una contrazione drastica, con conseguenze sui prezzi del greggio e sui costi assicurativi delle navi cisterna.

Attacchi aerei nello Yemen e operazione dell'Idf

Nelle stesse ore, si registrano attacchi aerei nello Yemen. L'emittente Al Masirah, controllata dagli Houthi, ha riferito di un attacco attribuito all'Arabia Saudita sulla capitale Sanaa. Le forze armate yemenite allineate al governo riconosciuto a livello internazionale hanno annunciato di aver condotto operazioni contro obiettivi definiti «vitali» nelle aree controllate dagli Houthi. Sul fronte opposto, l'Idf ha confermato un blitz a Gaza finalizzato a colpire Ali al-Amoudi, successore di Yahya Sinwar alla guida di Hamas nella Striscia.

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