Auto Europa, gennaio 2026 in negativo: immatricolazioni giù del 3,5%, ma Stellantis cresce e volano le Bev
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Redazione Economia
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Il nuovo anno non si apre sotto i migliori auspici per il settore automobilistico del Vecchio continente, e i numeri diffusi oggi dall’Acea, l’associazione che riunisce i costruttori europei, fotografano un avvio di 2026 quanto mai incerto. Le immatricolazioni nell’area che comprende Unione Europea, paesi Efta e Regno Unito si sono fermate a 961.382 unità, facendo registrare un calo del 3,5% rispetto ai volumi già non esaltanti dello stesso mese dell’anno precedente. Se si restringe lo sguardo al solo mercato dell’Unione Europea, il dato è persino peggiore, con un arretramento del 3,9% che porta il totale delle vetture immatricolate a 799.725. È un primo scorcio di anno che conferma le difficoltà strutturali di un comparto alle prese con una domanda altalenante e con le incertezze legate alla transizione energetica, sebbene all’interno di questo quadro complessivamente negativo emergano dinamiche di mercato diametralmente opposte a seconda della tecnologia presa in esame.
Il boom delle elettriche e il crollo del motore termico
Analizzando i dati con maggiore profondità, ciò che colpisce non è tanto la flessione generalizzata, quanto il radicale cambiamento nelle preferenze degli acquirenti. Le auto a benzina, che rappresentano ormai un segmento in via di contrazione, hanno subito un autentico tracollo: le immatricolazioni sono precipitate del 28,2%, e il loro peso specifico sul totale del mercato si è ridotto dal 29,5% al 22%. Un destino analogo, seppur con numeri inferiori in valore assoluto, è toccato al diesel, le cui vendite sono diminuite del 22,3%, portando la sua quota di mercato a un esiguo 8,1%. In controtendenza, invece, il comparto delle auto elettrificate. Le Bev, ovvero le elettriche pure, hanno letteralmente spinto la crescita del settore, con un incremento del 13,9% che ha portato a 189.062 le unità immatricolate nell’area allargata. Nell’Unione Europea la performance è stata ancora più eclatante, con un balzo del 24,2% che ha consentito a questo tipo di alimentazione di raggiungere una quota di mercato del 19,3%, in netto rialzo rispetto al 14,9% di gennaio 2025. Una crescita, quella delle Bev, trainata principalmente da Francia e Germania, sebbene altri mercati rilevanti come Belgio e Paesi Bassi abbiano invece invertito la rotta. Nel frattempo, le ibride non ricaricabili consolidano il loro ruolo di tecnologia ponte, conquistando il 38,6% del mercato Ue, mentre le plug-in hybrid arrivano al 9,8%.
Stellantis corre in controtendenza, bene Mercedes e BYD
Se il mercato generale arretra, non tutte le case automobilistiche seguono la medesima sorte. Il gruppo Stellantis, in particolare, ha messo a segno una performance decisamente positiva, invertendo il trend rispetto al calo complessivo. Secondo le rilevazioni Acea, nel perimetro EU27 più Efta e Uk, Stellantis ha immatricolato a gennaio 164.436 veicoli, registrando un incremento del 6,7% che ha portato la sua quota di mercato al 17,1%, in salita rispetto al 15,5% di un anno fa. Concentrandosi esclusivamente sull’Unione Europea, il dato è persino migliore: le 145.750 vetture vendute rappresentano un +9,1%, e la fetta di mercato conquistata sale dal 16,1% al 18,2%. Un risultato che stride con le flessioni subite da molti competitor, a partire dal gruppo Volkswagen che, pur mantenendo saldamente il primato con 256.728 immatricolazioni e una quota del 26,7%, ha visto le sue vendite calare del 3,8%. In territorio negativo anche Renault, che con 83.201 unità arretra del 15% e vede la propria quota scendere dal 9,8% all’8,7%. Segnali positivi arrivano invece da Mercedes, in crescita del 2,8%, e in maniera clamorosa dal colosso cinese BYD, che ha visto le sue immatricolazioni schizzare verso l’alto del 165%, conquistando una quota dell’1,9%. Dall’altra parte, continua il momento no di Tesla, che segna un -17% e prolunga la sua striscia negativa.
Il declino delle tradizionali alimentazioni e l’ascesa dell’elettrificazione
Osservando i dati con lo sguardo dell’analista, ciò che appare evidente è l’accelerazione di una trasformazione epocale. Le auto a benzina e diesel, che un tempo dominavano incontrastate il mercato, ora arrancano e la loro quota combinata si attesta al 30,1%, in forte discesa dal 39,5% di gennaio 2025. A beneficiare di questo declino sono principalmente le alimentazioni ibride ed elettriche, che complessivamente coprono ormai oltre i due terzi del mercato. In questo scenario di profondo rimescolamento, le performance dei singoli gruppi industriali riflettono la loro capacità, o meno, di intercettare la domanda di veicoli a basse emissioni. La crescita di Stellantis, ad esempio, è stata trainata da marchi come Fiat, che ha segnato un +24,6%, e da una gamma di modelli che spaziano dalle utilitarie ai Suv compatti, capaci di rispondere alle esigenze di una clientela sempre più orientata verso motorizzazioni elettrificate. E mentre i grandi mercati come Germania e Francia mostrano segni di debolezza, con cali rispettivamente del 6,6%, l’Italia si distingue per una crescita del 6,2%, sebbene il confronto con i livelli pre-pandemia resti impietoso per tutti.




