Sub morti alle Maldive, nuove incongruenze nella ricostruzione del 14 maggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La morte dei sub italiani alle Maldive il 14 maggio continua a sollevare interrogativi dopo il reportage di Adhadhu.com, testata maldiviana specializzata in inchieste locali. Secondo l’articolo, emergono incongruenze significative nella ricostruzione ufficiale della tragedia, in particolare sul punto in cui è stato recuperato il corpo della guida e sul briefing preliminare all’immersione. Se confermate dalle indagini, queste discrepanze potrebbero portare a una nuova lettura degli eventi rispetto alla versione finora ritenuta valida, ancora in fase di accertamento.
La figura di Gianluca e il contesto dell’immersione
Gianluca, il sub esperto coinvolto nella tragedia, è descritto come una guida navigata nei fondali maldiviani, capace di orientarsi tra i colori dei coralli e i cunicoli subacquei che attraggono i sub più audaci. Nicola Balboni, 38 anni, collega e istruttore sub, ha ricordato che Gianluca aveva preso inizialmente la strada corretta, ma poi è tornato indietro per assistere gli altri. Balboni, attivo nel settore dal 2012 e con esperienza in Egitto, Thailandia e Maldive, coordinava immersioni per un gruppo sub ferrarese e guidava i safari subacquei, esperienze che combinano turismo e esplorazione di fondali complessi.
Possibili errori e mancanze nell’organizzazione
Le indagini emergenti indicano che la tragedia potrebbe essere stata favorita da una combinazione di fattori tecnici e organizzativi. Tra questi, l’uso di attrezzature non adeguate alla profondità raggiunta, la mancanza di certificazioni specifiche per immersioni speleosubacquee oltre i 60 metri e presunte irregolarità nelle autorizzazioni necessarie. L’analisi dell’esperto sub-speleologo Mario Mazzoli, della Società Speleologica Italiana, mette in evidenza come ogni dettaglio logistico e normativo sia cruciale per la sicurezza di immersioni a queste profondità, sottolineando il rischio legato a ogni possibile negligenza.
Le indagini e il coinvolgimento delle famiglie
Le autorità locali continuano a interrogare testimoni e familiari. La Squadra Mobile ha convocato i genitori della ricercatrice Manuel Oddenino, mentre Carlo Sommacal, marito di Monica Montefalcone e padre di Giorgia, è stato ascoltato in questura. Le audizioni mirano a chiarire i rapporti lavorativi e i ruoli dei partecipanti, in particolare quelli legati all’Università di Genova e al Dipartimento di Scienze. Questo passaggio investigativo punta a raccogliere elementi utili per comprendere le dinamiche che hanno portato alla tragedia e eventuali responsabilità nell’organizzazione delle immersioni.




